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Urla e insulti a Crivello dai suoi supporter, Bucci: “Chi di spada ferisce di spada perisce”

Il candidato del centro destra: "Crivello ha usato macchina del fango". Poi l'appello: "Ora tutti a lavorare sui programmi"

Genova. Non si fermano le polemiche dopo il brutto spettacolo andato in scena ieri sera nell’atrio di palazzo Ducale durante il faccia a faccia tra Marco Bucci e Gianni Crivello con i ‘supporter’, in particolare quelli del centro destra, che con urla e insulti hanno quasi impedito al candidato sindaco di centro sinistra di parlare.

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In molti in queste ore hanno lamentato il mancato intervento del candidato sindaco di centro destra Marco Bucci per chiedere ai suoi sostenitori di abbassare i toni, ma lui replica deciso: “Si tratta di un’accusa ridicola perché anch’io io ho subito molte intemperanze a cui però non ho dato alcun peso, cosa che dovrebbe fare chi ha il microfono in mano. Io non ho nemmeno considerato quello che mi veniva urlato da sotto il palco come si vede dalla registrazione e questo secondo me è stato uno dei motivi per cui sono riuscito sempre a rispondere”.

Per Bucci, quindi Crivello sarebbe di fatto caduto nella trappola della provocazione ma non solo. “Io ho dato risposte concrete parlando dei programmi, non ho usato la macchina del fango parlando del red carpet, delle mail su Facebook o dei commenti, anziché dei problemi di Genova. Anche perché tutte queste cose non servono alla nuova amministrazione e soprattutto non servono ai genovesi” dice attaccando a sua volta Crivello che ieri sera più volta ha attaccato le politiche del centro destra in particolare della Regione.

“Chi di spada ferisce di spada perisce – aggiunge Bucci – ovvero chi usa la macchina del fango poi non si può lamentare se ottiene una reazione di questo tipo”.

Per la fine della campagna elettorale l’appello di Bucci è quello di cambiare registro: “L’appello che rivolgo a tutti è a non usare la macchina del fango e invece nei prossimi tre giorni a lavorare veramente sui progetti e sui programmi per Genova perché è quello che vogliono i cittadini genovesi ed è il servizio migliore che possiamo fare per loro”.