Il j'accuse

Street Food, l’ira di Confesercenti contro Tursi: “Ennesima manifestazione non concordata”

"Pessimo biglietto da visita, va a congestionare un'area già satura, creando disagio agli operatori". Confesercenti accusa e rilancia il regolamento condiviso per fiere e sagre

Genova. Estate, tornano sagre e street food, e con loro la polemica sulla somministrazione “libera” di fiere e sagre, con particolare riguardo agli (ambiti) spazi del Porto Antico.

Ad alzare gli scudi contro Tursi con un deciso j’accuse oggi è la Fiepet Confesercenti, sul piede di guerra per il “Genova International Street Food” organizzato in piazza Caricamento dal 1 al 4 giugno, autorizzato dalla direzione Commercio del Comune “senza alcuna preventiva consultazione con le associazioni di categoria”.

“Alla faccia della concertazione e calpestando per l’ennesima volta quel protocollo d’intesa che l’amministrazione ha sottoscritto con i Civ per una programmazione coordinata degli eventi, ci ritroviamo di nuovo di fronte ad una manifestazione di pura somministrazione che, fin dal nome, dimostra di non avere nulla a che fare con le tipicità di Genova e della Liguria e che, di fatto, si limita a fare concorrenza sleale agli esercizi in sede fissa”, tuona Paolo Barbieri, vice direttore di Confesercenti Genova, in una nota oggi.

“Una manifestazione che, lungi dal portare un valore aggiunto al Porto Antico, si rivela anzi un pessimo biglietto da visita per la città, perché va a congestionare un’area già satura con il solo scopo di intercettare il flusso dei turisti, creando disagio agli operatori che offrono lo stesso tipo di servizio tutto l’anno, pagando tasse e tariffe sempre più salate ed essendo soggetti ad ogni tipo di burocrazia”, rincara la dose Matteo Zedda, membro della presidenza provinciale Fiepet, la sigla che riunisce i gestori di pubblici esercizi aderenti a Confesercenti.

“Siamo sconcertati dalla totale mancanza di sensibilità dimostrata dall’assessore Piazza, nonostante da anni Confesercenti chieda al Comune di Genova di approvare finalmente un regolamento sulla somministrazione temporanea di fiere e sagre, sulla falsariga di quelli adottati da altre amministrazioni a Levante e Ponente. Ed invece – attacca Barbieri – a Genova ci troviamo sempre di fronte al fatto compiuto, senza che nessuno ci abbia nemmeno consultato: una volta è per il raddoppio della durata dell’Oktoberfest, un’altra volta per la maxi tensostruttura di Piccapietra durante gli Europei di calcio, un’altra ancora per “Stradda”, il mercatino di Street Food andato in scena all’inizio della primavera tra piazza San Lorenzo e largo XII Ottobre; ed ecco spuntare ora una nuova manifestazione che nulla aggiunge all’esistente, che non promuove nessuna tipicità e che porta solo via il lavoro a chi già c’è”.

Non c’è davvero più spazio per questo tipo di eventi, e da parte nostra non possiamo che rilanciare la proposta di un regolamento condiviso sperando, a questo punto, di trovare uno spirito più collaborativo nella prossima giunta, per il bene della città e del suo tessuto economico”, conclude Barbieri.

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