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Stabile e Archivolto, prove di fusione: da gennaio saranno un unico teatro

L'operazione, incoraggiata dal Ministero, "accompagnata" da Regione e Comune e sostenuta dalla Compagnia di San Paolo che verserà 600.000 euro in un triennio

Genova. Si parte in ottobre con la prima stagione unitaria, 60 titoli con 17 spettacoli di produzione (nuovi e riprese). Poi a gennaio il Teatro Stabile e il Teatro dell’Archivolto daranno vita, se non subentreranno problemi improvvisi, ad un unico organismo che, a quel punto, gestirà ben quattro sale: la Corte, il Duse, il Modena e la Sala Mercato.

In una città caratterizzata dai molti, forse oggi troppi, palcoscenici, tutti più o meno in crisi, l’operazione Stabile-Archivolto, incoraggiata dal Ministero, “accompagnata” da Regione e Comune e sostenuta dalla Compagnia di San Paolo che verserà 600.000 euro in un triennio, vuole favorire una razionalizzazione del sistema. In questa prima fase i due Teatri, stando al cartellone presentato, mantengono evidenti i loro caratteri culturali. In un prossimo futuro bisognerà capire come si evolverà la programmazione.

La prima del nuovo cartellone al Teatro Duse l’11 ottobre con “Fine dell’Europa” un dittico che il drammaturgo argentino Rafael Spregelburd ha creato riflettendo sul concetto di fine: della famiglia, della civiltà, dell’Occidente e dei suoi valori. Prodotto dal Teatro Stabile di Genova insieme a la Comédie de Reims, il Teatro di
Liegi e la Comédie de Caen e interpretato da una compagnia multietnica. Lo spettacolo sarà accompagnato da un ciclo di sei lezioni affidate a intellettuali italiani (la domenica mattina alla Corte a partire da domenica 24 settembre).

Il progetto è stato illustrato dal sindaco Marco Doria, dal presidente dello Stabile Gian Enzo Duci, dagli assessori alla cultura di Regione e Comune, Cavo e Sibilla, dal direttore dello Stabile Angelo Pastore, dalla direttrice dell’Archivolto Pina Rando, il consulente artistico dello Stabile Marco Sciaccaluga e il direttore artistico dell’Archivolto Giorgio Gallione.

“Questa è la prima tappa di un percorso già tracciato. Non si può tornare indietro. E questo cartellone mette insieme molto bene tradizione e innovazione, le due anime dei due teatri che vi hanno collaborato”, ha detto l’assessore regionale alla cultura Ilaria Cavo. Angelo Pastore ha rivelato che “a questo progetto lavoriamo da due anni e abbiamo deciso di fare tutto con attenzione e con calma per evitare matrimoni improvvisi ma burrascosi”. “E’ anche vero che l’Archivolto e lo Stabile sono sempre stati uniti. Quando trent’anni fa è nato l’Archivolto Ivo Chiesa ci considerava una costola dello Stabile. E anche in passato abbiamo fatto produzioni insieme”, ha detto Pina Rando.