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Simone Ferrero: “Lavoro è priorità, chi mette mano su Ilva deve rispettare accordi storici”

Il candidato in consiglio comunale per la lista Vince Genova - Bucci sindaco: "Serve una politica in grado di dialogare con governo e grandi aziende difendendo l'occupazione in città"

Genova. “Il prossimo sindaco dovrà essere in grado di dialogare con governo, Ue e grandi aziende e avere l’autorevolezza e la forza per difendere il lavoro in questa città”. Simone Ferrero, candidato in Consiglio comunale per la lista Vince Genova – Bucci Sindaco, non ha dubbi: “Serve un cambio di passo, un’inversione di tendenza, per quanto riguarda il mantenimento e la creazione di posti di lavoro, Genova si sta spegnendo. E il lavoro è la priorità assoluta”.

Non è semplice parlare di mantenimento dei livelli occupazionali quando, contemporaneamente, si accumulano situazioni come Ericsson, Wind-Tre ma – soprattutto – il rischio esuberi in Ilva…

“Su Ilva è necessario che chi acquisterà un gruppo di tale prestigio si faccia carico delle condizioni storiche, a partire dall’accordo di programma. Quel documento, sottoscritto da tutti i soggetti coinvolti, compreso il governo, deve essere rispettato. Inoltre, lo stabilimento di Cornigliano è il più produttivo del gruppo, quello più sostenibile dal punto di vista ambientale, certo si può migliorare ma penalizzarlo sarebbe un controsenso se il Paese vuole tornare a essere competitivo nel settore dell’acciaio”.

Genova non può permettersi di perdere altri posti di lavoro ma deve anche saperne inventare dei nuovi. Come fare?

“Penso che chi ha governato negli ultimi anni non abbia saputo minimamente arginare la continua emorragia occupazionale determinata dalla crisi di aziende, grandi e piccole. Non c’è stata capacità di visione. Bisogna raddrizzare la barra sugli errori del passato e agire in fretta per migliorare la condizione lavorativa ed economica del futuro. In tal senso, dobbiamo guardare a due ambiti: l’high-tech e il porto”.

Porto significa infrastrutture e le grandi opere hanno tempi lunghissimi. Come fare a svoltare nel breve periodo?

“Bisogna essere in grado di migliorare la situazione logistica del porto e del retro porto, per creare più indotto intorno alla movimentazione delle merci. Bisogna creare una filiera totale dell’entrata e uscita dei container sfruttando le risorse che abbiamo, nell’attesa che siano portati avanti e ultimati i lavori per Terzo Valico, Gronda di Ponente o Nodo ferroviario. In questo momento mi preoccupa molto sapere che c’è chi vorrebbe governare la città e bloccare le grandi opere di cui la città ha veramente bisogno per tornare a crescere”.

E l’high tech? Possiamo davvero diventare la Silicon Valley d’Italia?

“Possiamo essere qualcosa di diverso e migliore. Genova, rispetto ai grandi centri americani o europei, ha la qualità di poter essere una città dall’altissima qualità di vita per i ricercatori, le start up, gli istituti di ricerca che arriveranno qui. Una città bellissima, a misura d’uomo, e che però dovrà dare infrastrutture adeguate alle imprese che lavorano nell’innovazione tecnologica, questo sarà possibile riconvertendo spazi inutilizzati, sostenendo le giovani aziende, semplificando per quanto possibile la burocrazia e creando una rete di “ambasciatori” che sappiano agli imprenditori esteri quanto potrebbe essere interessante aprire un’attività sotto la Lanterna”.