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A poche ore dall’elezione del nuovo sindaco Marco Doria traccia il suo bilancio

Città più sicura dalle alluvioni, città accogliente e conti in ordine "E' bastato?" Il quasi ex primo cittadino lo chiede ai genovesi

Genova. Rendere Genova più sicura dalle alluvioni, promuoverla come città turistica, tenere in conti in ordine con un debito ridotto di 120 milioni di euro. Il sindaco di Genova Marco Doria, a poche ore all’elezione del nuovo sindaco di Genova traccia il bilancio di 5 anni di amministrazione.

E cita Guccini che con Cyrano “trova sul suo cammino personaggi squallidi e opportunisti, ma che non smette di sognare e di pensare a un mondo migliore e anche all’importanza degli affetti”.

Ecco come Marco Doria racconta in un lungo post sulla sua pagina Facebook i suoi cinque anni da sindaco

“Alla conclusione di 5 anni dedicati al servizio della città voglio indicare alcuni punti centrali del lavoro svolto. Ricordando però innanzitutto il contesto in cui ho dovuto operare: quelli dal 2012 a oggi sono stati anni di crisi economica, lunga, pesante e non conclusa; una crisi che ha creato disagio sociale. Sono stati anni di tagli da parte dello Stato al bilancio del Comune – al bilancio di tutti i Comuni italiani -. Sono stati anni di crisi della politica e di disgregazione delle formazioni politiche che conoscevamo. Non pochi eletti in consiglio comunale nella mia maggioranza, che si erano presentati agli elettori dietro il mio programma, sono transitati con disinvoltura all’opposizione. Non è stato dunque facile svolgere il proprio compito, ma credo che alcuni risultati si siano raggiunti.

In primo luogo nel rendere più sicura Genova dal rischio alluvioni. Sono partiti i cantieri per la realizzazione di opere che la città attendeva almeno dalla alluvione del 1970. Fereggiano, Bisagno, Chiaravagna, Noci, Rovare, Mermi, Sturla: scolmatori, rifacimento di coperture, abbattimento di edifici costruiti in alveo. 127 milioni di euro di lavori ultimati, 169 milioni di lavori in corso, altri 244 milioni di euro per lavori finanziati. Oltre ai lavori sui corsi d’acqua sono stati effettuati interventi di manutenzione del territorio – contenimento di frane e pulizia dei rivi -. Un programma concreto di opere pubbliche per la sicurezza della città che sono sotto gli occhi di tutti.

Intenso è stato il lavoro per promuovere Genova come città turistica d’arte e di cultura. Dal 2012 al 2016 le presenze di turisti in città sono aumentate del 31,8%. Nello stesso periodo il numero dei visitatori dei musei comunali è cresciuto del 42%. Due dati indicativi, se ne potrebbero aggiungere altri, che dimostrano come Genova sia sempre più apprezzata dal turismo nazionale e soprattutto internazionale.
Una città più sicura e più accogliente e aperta può reggere meglio le sfide della crisi economica. Il Comune non può contrastare con efficacia le scelte di multinazionali o sopperire ai limiti e all’assenza di efficaci politiche industriali da parte del governo nazionale. Si è sempre schierato a favore dei lavoratori delle aziende in crisi e ha contribuito con gli strumenti delle politiche urbanistiche a radicare sul nostro territorio attività che altrimenti avrebbero potuto lasciare Genova: penso ai nuovi impianti di Esaote e di Ansaldo Energia che sono stati recentemente inaugurati. La visione della Genova del futuro è fatta anche di piani e di progetti. Abbiamo approvato un piano urbanistico comunale che si fonda sul principio del limite al consumo di suolo, della permeabilità dei terreni, del rispetto di spazi pubblici (caserma Gavoglio, ex ospedale psichiatrico di Quarto, serre di Valletta Carbonara, fascia di rispetto di Prà per citarne alcuni). Abbiamo lavorato per portare avanti piani di trasformazione urbana capaci di attirare investimenti (Erzelli e Blue Print). Il tutto con una idea di città non ripiegata su se stessa, con una idea di una amministrazione che non dice sempre e solo no, che aspetta il nuovo ed essenziale collegamento ferroviario con Milano per uno sviluppo sostenibile capace di creare nuova occupazione.

Abbiamo operato con onestà e trasparenza, non facendo propaganda, tenendo in ordine i conti del Comune, di cui abbiamo ridotto il debito (diminuito di 120 milioni di euro). E non abbiamo ridotto di un euro il contributo del Comune ai servizi sociali, per tutelare le fasce della popolazione in condizione di maggiore disagio.

Tutto questo può bastare per rilanciare la città? No, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che senza questa azione ogni possibilità di rilancio sarebbe stata e sarà più difficile. Molto dovrà essere fatto per rendere più efficiente il funzionamento dell’amministrazione pubblica e delle sue aziende, che erogano servizi per i cittadini e pagati dai cittadini. E per ottenere questo risultato bisogna mettere nel conto di scontrarsi con chiusure e resistenze corporative, come abbiamo sperimentato.

L’azione di un sindaco e di una amministrazione non si misura solo sui concreti atti amministrativi ma anche sui valori cui si ispira l’operato del Comune. In questo ci siamo richiamati sempre ai valori della Costituzione, di una Costituzione democratica e antifascista che parla di rispetto delle persone e di eguaglianza dei diritti. E persone portatrici di diritti e doveri sono tutti coloro che vivono o giungono nella nostra città, magari da luoghi lontani e senza conoscere la nostra lingua, ma spinti spesso da vicende drammatiche, sofferenze e miseria.
Di tutto ciò ho spesso parlato su questa pagina facebook, aperta al momento della mia candidatura. Su questa pagina ho letto osservazioni e commenti, domande e richieste e purtroppo – come accade sui social, anche in ragione dell’impunità e dell’anonimato di cui godono gli autori – insulti e offese. La pagina ė stata amministrata per tutto questo tempo senza che il Comune di Genova spendesse un solo euro per essa; è stata ed è una pagina personale gestita da me con l’aiuto della mia compagna, preziosa e imprescindibile, e di un amico.

Al termine di questa esperienza mi piace pensare a una bella canzone del mio autore preferito, Francesco Guccini. Mi riferisco a Cirano, che trova sul suo cammino personaggi squallidi e opportunisti, ma che non smette di sognare e di pensare a un mondo migliore e anche all’importanza degli affetti. A tutti coloro che un poco si riconoscono in Cirano, e che spesso ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare, dedico la canzone”.