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Palazzo Ducale, un dossier di 90 pagine per difendere l’autenticità dei quadri di Modigliani fotogallery

Scontro all'ultima perizia riguardo a sette tele dell'artista in mostra a Genova e su cui indaga la Procura

Genova. 90 pagine per spiegare agli inquirenti che le opere di Modì in mostra a palazzo Ducale sono autentiche e per scacciare da una delle retrospettive di maggior successo in Italia qualsiasi ipotesi “patacca”.

Il dossier è stata inviato dai curatori della mostra su Modigliani in corso a Genova alla Procura, che indaga sulle presunte opere dubbie dell’artista. Lo ha detto il presidente della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Luca Borzani. La perizia è firmata da uno dei curatori, Rudy Chiappini.

Borzani ha precisato: “C’è stata una richiesta di informazioni da parte della procura a cui abbiamo risposto. Sappiamo che è stato aperto un fascicolo. Noi siamo disponibili”. Borzani ha precisato che l’indagine della procura genovese è su sette opere. Il presidente di Palazzo Ducale aggiunge: “A guardare sui siti, ogni mostra di Modigliani ha trovato detrattori. Ma io non voglio mettermi su questo tema. Voglio ribadire che abbiamo aperto una mostra con un partner importante e una curatela fuori discussione. Le opere sono a catalogo o sono state esposte, sono in cataloghi tedeschi, di Roma, di Torino”.

I curatori Rudy Chiappini e Stefano Zuffi hanno respinto i dubbi sollevati dallo studioso Marc Restellini e dal collezionista Carlo Pepi che hanno portato la Procura di Genova ad indagare. “Abbiamo fatto scelte prudenziali – ha detto Chiappini – Non abbiamo voluto portare nuove attribuzioni. Anche se ci sono giunte parecchie segnalazioni di opere importanti, inedite, molto belle”.

Sulle critiche legate al fatto che sono esposte opere di Kisling, accusa mossa da Pepi, senza chiarirlo, Zuffi ha spiegato: “Le abbiamo messe in una sezione con un colore diverso dal resto della mostra per documentare il rapporto biografico, personale, amicale tra i due artisti. Nel catalogo, nelle schede e nel saggio e’ stato specificato che il rapporto tra i due può aver portato anche a una partecipazione marginale e piccola di Modigliani in alcune nature morte di Kisling. Per il resto i due hanno stili completamente diversi”.

E il presidente di Mondomostra Skira, Massimo Vitta Zellman, ha aggiunto: “Sospetto che l’anniversario della morte dell’artista nel 2020 porti a un agitarsi di presunti esperti che vogliono
accreditarsi”.

Le opere contestate. Le sette opere messe in discussione sono i quadri ‘Cariatide rossa/Gli sposi’, ‘Ritratto di Chaim Soutine’, ‘Nudo disteso (Ritratto di Ce’line Howard)’, ‘Testa di donna-Ritratto di Hanka Zborowska’, ‘Ritratto femminile’ e ‘Ritratto di Maria’ e il disegno ‘Ritratto di Moise Kisling’. Il principale curatore della mostra Rudy Chiappini ha spiegato, ad esempio, che di ‘Cariatide rossa’/Gli sposi’ si conosce la proprieta’ dal 1930; negli anni Settanta e’ stata della newyorchese Perls Gallery che ha donato opere di Modigliani al Metropolitan e ci sono anche tre expertise tra cui quella di Anka Zborowska, moglie del maggior mecenate e mercante di Modigliani. Il ‘Ritratto di Chaim Soutine’ e’ stato esposto in due mostre a Pisa e Torino curate dal Centre Pompidou. Il famoso ‘Nudo disteso’, ritratto di Ce’line commissionato dal marito Noel Howard, e’ stato nella sua collezione fino al ’40, e’ stato esposto al Vittoriano e a Bonn e “colori e pigmenti sono stati persino analizzati da un laboratorio tedesco”, dice Chiappini.