"per piccina che tu sia"

Mille casette souvenir da tutto il mondo al Castello D’Albertis

Genova. Inaugurato a Castello D’Albertis Museo delle culture del mondo di Genova la mostra “Per piccina che tu sia – Memorie e inquietudini dell’abitare”.

Sono oltre mille le casette souvenir da tutto il mondo che dal 16 giugno al 12 novembre popoleranno logge, sale da pranzo e scaloni di Castello D’Albertis, dimora per eccellenza di un viaggiatore globetrotter ottocentesco.

Raccolte da Fabrizio Ago nei suoi viaggi o a lui giunte in dono da amici e parenti come riflesso dei suoi interessi professionali, queste miniature di edifici storici e di architetture locali si sono trasformate in giocattoli con cui trascorrere ore liete ed istruttive con i suoi figli, per diventare nel tempo un suo invadente gioco ed assurgere a pieno titolo a collezione di arte turistica.

Prendendo l’avvio proprio dalla visione del mondo del collezionista, la mostra propone un rapido excursus tra diverse tipologie di ripari, tende e case di tutto il mondo grazie ai materiali frutto della ricerca di Gian Carlo Cataldi e Gian Mario Aspesi (oggi visibile presso il Museo di Ghelli di San Casciano Val di Pesa), ma giunge ad esplorare l’immaginario della casa, del multiculturalismo, della crisi contemporanea dell’abitare attraverso varie tappe di un racconto visivo fatto di installazioni e immagini tra nuvole, valigie e tavole imbandite.

Quasi un compromesso tra orgoglio identitario, turismo ed arte, queste miniature ci conducono, infatti, dalla casa del collezionista, tra le vetrine del negozio di artigianato dove sono state acquistate, tra i doni impacchettati per gli amici nella stanza dell’albergo, nel museo locale dove fungono da rappresentazioni della tradizione e simboli di identità.

Sempre in bilico, queste miniature prive di contesto, collocate fuori asse, precarie o stravolte in nuvole e cumuli, consentono di pensare in modi contemporanei all’abitazione, esposta oggi a tensioni sociali e culturali tra un immaginato passato (la nostalgia di molti souvenir) ed un incerto futuro. Il tema ombra della mostra è la casa che incontra incubi e smottamenti, terremoti reali e finanziari, cambiamenti del clima, mutui subprime, abbandoni per migrazioni o per gentrificazione, la casa popolata da abitanti di passaggio di un B&B.

Stralci di video e servizi giornalistici d’attualità fanno da sfondo a insediamenti multiculturali in miniatura che rievocano l’utopia della convivenza praticata a Sarajevo; il tema, tra nuvole e valigie, si sviluppa attraversando “camere delle meraviglie” e post-esotismi, ed esplode nel finale con le opere fotografiche di Mohamed Keita, rifugiato politico arrivato in Italia nel 2010. Con la tappa Ho abitato a Termini, ci consegna le foto scattate nel 2011 tra i senza fissa dimora che come lui dormivano alla stazione.

Le ultime installazioni, che denunciano la trasformazione dei paesi in località e “non luoghi”, troviamo noi stessi trasformati in apolidi, in soggetti mobilitati dalla globalizzazione, affacciati sulla città e sul porto con l’interrogativo su Come andrà a finire.

In occasione della mostra, a cura di Bon Ton verrà servito l’aperitivo nell’ampia terrazza panoramica del castello, con vista sulle torri, il parco e la città (€ 8 su prenotazione).

Come di consueto nei giovedì estivi di Castello D’Albertis, sarà possibile visitare i passaggi segreti del castello, fra torri merlate, scale a chiocciola, sotterranei e feritoie (alle ore 20 e 21, su prenotazione, € 6 a cura della Cooperativa Solidarietà e Lavoro). Il bistrot resterà comunque aperto dalle 18 alle 22 (con aperitivi su prenotazione, € 8).

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