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La replica

L’apertura della sede di CasaPound a Genova? “Liberi di aprire, basta che sia legale”

Il neo sindaco di fronte alla copia dell'atto di resa e alla medaglia d'oro per la Resistenza: "Bisca venga a parlarmi, anziché scrivermi attraverso i giornali"

Genova. E’ rimasto affascinato dall’ufficio di rappresentanza del sindaco di Genova Marco Bucci il cui nome questo pomeriggio è stato aggiunto alla pergamena che conserva i nomi dei sindaci a partire dal 1849. “Quasi quasi mi ci trasferisco” ha scherzato e poi serio: “Quando arriva un investitore o una delegazione però dobbiamo riceverli qui”. I funzionari del Comune gli hanno mostrato, custodite in un cassetto, il patto di resa firmato a Villa Migone e anche l’atto che celebra la medaglia d’oro per al valor militare per la Resistenza che Genova ricevette per essersi liberata da sola dal nazi-fascismo.

D’obbligo a questo punto un commento sulla lettera aperta che ieri il presidente genovese dell’Anpi Massimo Bisca ha inviato al neo sindaco esprimendo preoccupazione per l’apertura della sede di CasaPound (“movimento che indulge alle nostalgie del ventennio – scrive Bisca – visto che si definiscono fascisti del terzo millennio”) giudicata dall’Anpi come una “provocazione”.

“Tutti quelli che vogliono parlar con me non devono far altro che prenotarsi e potremo discutere di quello che vogliono – commenta Bucci a proposito della lettera inviata ai giornali – ieri si sono prenotati i sinti del campo di Bolzaneto e oggi li ho ricevuti e così vorrei che facessero tutti, anziché utilizzare questo sistema delle lettere aperte attraverso la stampa. Per questo invito il presidente dell’Anpi a venire qui a parlare dopo di ché gli spiegherò che mio nonno e due miei zii primari sono morti in guerra quindi se c’è uno che pensa a queste cose è il sottoscritto”.

La preoccupazione dell’Anpi per l’apertura delle sede di CasaPound? “La città è libera per tutti i cittadini – dice il sindaco – ognuno può aprire la sede che vuole basta che sia legale, che abbia un contratto di affitto. Così abbiamo i campi sinti che hanno diritto di restare dove sono, altri possono aprire altre sedi. Io sono il sindaco di tutti i 585 mila genovesi e non faremo discriminazioni ammesso che sia tutto legale”.