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Ilva, il ministro: “Nessuno sarà licenziato”, sindacati e istituzioni genovesi in attesa di una convocazione

Carlo Calenda, titolare dello Sviluppo Economico ha usato parole rassicuranti ma potrebbero non bastare a chi difende migliaia di posti di lavoro

Genova. Si saprà nelle prossime ore che effetto avranno le parole, rassicuranti, del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in merito alla vicenda Ilva. ”Nessun lavoratore verrà licenziato, perché ne verranno presi 10 mila prima dell’accordo sindacale che potrà far crescere questo numero”. Cosi’ ha detto a Roma, parlando a margine, dell’assemblea di Confcommercio. Gli “altri lavoratori rimarranno in carico all’amministrazione straordinaria. Anche per fare tutte le opere di bonifica su cui abbiamo a disposizione un miliardo che deriva dalla transizione con i Riva”, ha aggiunto il ministro.

Inoltre, sottolinea, “per quanto riguarda l’investimento della cordata Mittal Marcegaglia prevede 2,4 miliardi di investimenti su Taranto, un rilancio molto significativo di 1,1 miliardi di investimenti ambientali. Tanti soldi per rilanciare un asset fondamentale per il paese dopo credo cinque, sei anni di una crisi che sembrava irreversibile”.

Ottimista dunque il titolare del ministero che, di fatto, ha dato il via libera all’acquisizione da parte dello stesso gruppo. Gruppo che, però, ha paventato inizialmente il taglio di 5 mila posti di lavoro.

Domani, 9 giugno, il presidente del consiglio Paolo Gentiloni incontrerà alle 15 i segretari nazionali di Fiom, Fim e Uilm per discutere della vertenza. La convocazione arriva dopo le proteste dei lavoratori, a Genova, a Novi ligure e – naturalmente – a Taranto. A questo proposito le parole di Maurizio Landini, numero uno della Fiom: “Non siamo disponibili ad alcun licenziamento”.

Ancora nessuna data invece per l’incontro richiesto alla presidenza del consiglio dei ministri dai sindacati locali che, se non avranno risposte, entro un paio di settimane, hanno già promesso di scendere di nuovo in piazza.

E la richiesta di un incontro è stata avanzata nelle ultime ore anche dal presidente della Regione Giovanni Toti. “Sul caso Ilva abbiamo chiesto, con una lettera al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro dello Sviluppo Economico Calenda, un incontro con sollecitudine con le Regioni interessate, quelle che possono avere una ricaduta e gli enti locali interessati, perche’ il governo non ha ancora coinvolto le Regioni e i Comuni!”, scrive in un post su Facebook il governatore ligure.