Non solo cinghiali

Dopo gli ungulati, i caprioli: boom di avvistamenti a Genova e dintorni

Enpa in emergenza, alcuni cittadini vedono gli animali a bordo strada e li portano nei centri dell'associazione, che però sono ormai al completo

Genova. L’ultimo caso è quello di un esemplare femmina trovata ferita sulla statale Aurelia, ad Arenzano, poco dopo aver partorito: i Vigili del Fuoco l’hanno recuperata e affidata a un veterinario a Genova. Il cucciolo, invece, era già morto.

Altri due caprioli feriti da auto in Valbrevenna e a Ronco Scrivia. Un terzo è stato trovato nei pressi di Vobbia. Nelle scorse settimane altri caprioli erano stati investiti, anche mortalmente, da alcune automobili in Valpolcevera.

Ma anche in città, nella zona di Manin, Righi e Quezzi alta e alture di Molassana, alcuni esemplari si sono avvicinati ai giardini e ai palazzi.

“Il problema è che se nel caso dei cinghiali le persone si limitavano a segnalare – dice Gian Lorenzo Termanini, capo nucleo delle Guardie Zoofile provinciali – quando vedono un capriolo, magari cucciolo, a bordo strada, credono che sia ferito o spaesato e lo caricano in macchina e lo portano all’Enpa. In questo momento ne hanno 15 da curare e non c’è più spazio”.

“Stiamo assistendo ad un aumento di avvistamenti di caprioli in città – spiega Andrea Marsan, zoologo – perché in questi mesi avvengono le lotte fra i maschi per conquistare il territorio”. L’esperto avverte: “Attenzione a non prelevare i cuccioli nei boschi, sembrano abbandonati, ma non lo sono. La mamma li lascia per ore, ma li raggiunge puntualmente per i pasti. Se l’uomo preleva questi piccoli li condanna per tutta la vita perché il giovane capriolo riconoscerà anche gli umani come propri simili, e in certe occasioni, anche come rivali”.