Protesta

Genova, lavoratrici di H&M in “shopero” davanti allo store di via XX Settembre

Non rischia, per adesso lo store cittadino, ma i dipendenti sono preoccupati per il futuro

Genova. Anche se per ora non si annunciano esuberi nel capoluogo ligure, i dipendenti – quasi tutte donne – di H&M, colosso svedese della moda low cost, sono scesi in piazza, oggi, per protestare contro gli 89 licenziamenti previsti a livello nazionale.

H&M che nel mondo ha 3700 negozi, chiuderà quattro dei suoi store in Italia. A rischio anche lo storico punto vendita di San Babila a Milano. “Se ad annunciare esuberi è un colosso mondiale con oltre 200 miliardi di euro di fatturato annuo – denuncia il sindacato la Filcams Cgil – che procede a continue nuove aperture con il reale rischio di “cannibalizzazione” tra punti vendita, il vero obiettivo è solo uno: il taglio drastico del costo del lavoro”.

Lo sciopero è unitario, prosegue per tutta la giornata, ed è stato accompagnato da un volantinaggio. “Qui esiste solo la corsa al margine più alto – continuano i sindacati – E se l’ostacolo è rappresentato da quei punti vendita storicamente più “antichi” e quindi con personale più anziano e più costoso, la soluzione è semplice: i negozi storici si chiudono e le persone diventano asettici numeri nella casella degli esuberi. Intanto, i margini saranno garantiti da nuove aperture: magari sulla stessa piazza, ma solo un po’ più in là. E con nuovo personale, assunto con le nuove regole e le “non tutele” assicurate dal job act. O semplicemente attraverso il “job on call”, la forma iperflessibile di assunzione tanto amata da H&M”.

“Oggi toccherà a loro, domani potrebbe toccare a noi” hanno denunciato i manifestanti. H&M ha precisato: “Crediamo nelle persone e ci siano impegnati a trovare le migliori soluzioni possibili per i dipendenti. L’azienda ha iniziato un percorso con i sindacati, tuttora in corso, finalizzato a trovare soluzioni condivise per i dipendenti, tra cui la loro ricollocazione in altri negozi esistenti”.

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