Dramma della solitudine

Fratello e sorella morti ad Albaro, si indaga su alcune bottiglie trovate nell’appartamento

L'ipotesi più accreditata resta quella di una morte dovuta al deperimento fisico, ma non si esclude la tesi di un omicidio-suicidio o di un duplice suicidio

Genova. Verranno sentiti nei prossimi giorni i responsabili dei servizi sociali territoriali, della salute mentale e del centro di ascolto della Caritas che seguivano Renata e Franco Ricciardi, i due fratelli trovati morti dopo una settimana dal decesso in un appartamento in via Parini gestito dalla Caritas genovese.

Il pubblico ministero Federico Manotti che coordina le indagini della polizia vuole chiarire se vi siano responsabilità di terzi per la morte dei due e se dovevano essere seguiti meglio anche per quel che riguarda le provviste alimentari o comunque la loro salute mentale.

Intanto gli uomini della scientifica hanno trovato alcune bottigliette di acqua nell’alloggio dove i Ricciardi vivevano da un anno. Gli agenti hanno prelevato alcuni campioni di liquido che verranno analizzati in laboratorio nelle prossime ore. Anche se l’ipotesi più accreditata resta quella di una morte dovuta al deperimento fisico non si esclude la tesi di un omicidio-suicidio o di un duplice suicidio. Per questo nei prossimi giorni il medico legale Marco Salvi eseguirà l’autopsia.

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