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Filippo il “millennial” e Carlo il partigiano, il candidato più giovane e il più anziano alla corsa elettorale

Si chiamano Filippo Merello e Carlo Ghidoni, il primo è uno studente del liceo classico Colombo in procinto di sostenere la maturità, il secondo un decano del Partito Socialista

Genova. Il “millennial” e il partigiano, Filippo Merello e Carlo Ghidoni, entrambi – casualmente – per la lista Ge9sì, sono il candidato più giovane e più anziano tra quelli in corsa alle elezioni comunali di domenica.

Filippo, studente del liceo classico Colombo, ha 18 anni (è nato il 18 dicembre 1998). Carlo, decano del Partito socialista a Genova, ne ha quasi 87 (li compirà l’11 agosto). Abbiamo provato a capire cosa li abbia spinti a misurarsi con santini, comizi e confronti, in un mondo dove l’antipolitica sembra farla da padrona e potrebbe scoraggiare sia chi sia alle prime armi (come Filippo Merello) sia chi della politica ha fatto una ragione di vita (come Ghidoni).

Il debuttante
Filippo Merello giura che ricorda perfettamente quando 5 anni fa, alle amministrative, Marco Doria si impose come vincitore. Al tempo – aveva 13 anni – avrebbe potuto trascorrere i pomeriggio giocando a nascondino o guardando i cartoni animati. Invece seguiva i genitori agli appuntamenti politici. “Non ci crederete ma ero già interessato dalla politica – dice – lo sono sempre stato. Come molti ragazzi della mia età non esiste un partito in cui identificarmi, così quando ho saputo del progetto di Arcangelo Merella mi sono incuriosito e l’ho trovato affine alle mie idee”.

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Filippo con Merella, oltre a un cognome quasi uguale, condivide la passione per il Genoa e quella per la battaglia al degrado. “Sono candidato sia per il municipio Centro Est, sia per la Bassa Valbisagno, abitando a Manin sono un po’ a cavallo tra Castelletto e la vallata e credo che in entrambe le zone ci sono aree verdi, ville e spazi da riqualificare. Penso a Villa Gruber, a Villa Piaggio o all’ex mercato di Corso Sardegna”. Filippo Merello in queste ore finisce la scuola. Domenica l’attesa per il voto. Poi dovrà pensare alla maturità. “La materia che temo di più? Matematica”. Quella che preferisce? “Difficile rispondere”. Si sente dal tono di voce che è bravo a scuola. “L’aspetto più complicato della campagna elettorale è stato trovare il tempo per i volantinaggi e le iniziative ma è stata una bella esperienza – racconta – bello anche trovare l’interesse e il supporto dei miei compagni”. Single, giocatore di tennis a livello amatoriale, ex scout: “ma sto pensando di riprendere”. D’altronde, in politica, c’è chi dice che avere una promessa al collo porti fortuna.

Il veterano
Carlo Giuliano Ghidoni, va detto, non è davvero il candidato più anziano. Perché Vittorio Baldo Biondi, candidato consigliere municipale con il Popolo Della Famiglia, è addirittura del 1929. 88 anni compiuti. Mettersi in contatto con lui, però, è stato impossibile.

Dunque ecco il ritratto di colui che, al telefono, risponde con voce sonante: “Sì, certo che sono io il candidato per il municipio Medio Ponente!”. Alla domanda se sia la prima esperienza politica si mette quasi a ridere. No, questa è la sua seconda campagna da protagonista, da candidato, ma per anni ha fatto politica attiva nel Partito Socialista, di cui è stato segretario locale. “Guardi che a Cornigliano mi conoscono tutti eh – afferma – e anche in questi giorni le persone che incontro mi danno sostegno, sono ben disposte”.

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Parlando di sè, mette in fila una serie di cariche che evidenziano un interesse per il volontariato e l’associazionismo: vice presidente dei Veterani sportivi del Coni, presidente onorario dell’Arci di Cornigliano, membro dell’associazione reduci di Coronata, ex responsabile sportivo per l’istituto Calasanzio. E poi quella medaglia al valore per la Liberazione. “Avevo 15 anni, abitavo sulle colline della Valpolcevera e mi ritrovai a collaborare col le brigate dei resistenti, essendo un ragazzino potevo muovermi con meno problemi, abbiamo anche fatto saltare un ponte”. Per il suo municipio sogna “maggiore sicurezza e ordine” e il ritorno dei servizi comunali al cittadino sotto casa. Prima di buttare giù la cornetta esige un “in bocca al lupo”. “In bocca al lupo!”. “Crepi il lupo, signorina”.