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‘Fascisti’ tra gli spalti del Cargo? Tra saluti romani e post cancellati, alta tensione in vista del voto

Genova che osa: "Fascisti tra le fila di Bucci". Lui replica: "Se fosse vero avremmo denunciato noi il fatto alla polizia"

Genova. Il post – poi rimosso insieme a tutto il profilo – di una ex candidata della lista Putti che ha raccontato di essere ritrovata circondata, ieri sera al teatro Cargo, da fascisti che urlavano ‘Viva il Duce’ e volevano cantare Faccetta nera. La foto, quella abbastanza inequivocabile, di un braccio teso, tra gli spalti. E’ un clima pesante, pesantissimo, quello che si respira in questi ultimi giorni di campagna elettorale genovese, fatto di accuse, repliche e minacce di querele.

“Da questa mattina su Facebook girano ricostruzioni false e fantasiose sul comportamento che alcuni nostri sostenitori avrebbero tenuto durante e dopo il confronto tra candidati sindaco che si è tenuto ieri al Teatro Cargo di Voltri – scrive il candidato sindaco Marco Bucci sulla sua pagina riportando il post dell’attivista che nel frattempo lo aveva però rimosso – I comportanti segnalati da questi post non ci appartengono – dice Bucci – e non fanno parte della nostra storia. Se fosse capitato, saremmo stati i primi a prenderne le distanze e denunciare la situazione” “Siamo impegnati a far comprendere ai genovesi le nostre idee per la città, il nostro programma, la nostra visione per la Genova del futuro. Se questi post non verranno ritirati procederemo per vie legali denunciando alla polizia postale questo sciacallaggio”.

Il segretario della Lega Nord Edoardo Rixi parla di “campagne diffamatorie per seminare odio” e cita il partigiano Bisagno (“Noi non lottiamo per avere un domani un cadreghino, vogliamo bene alle nostre case, vogliamo bene al nostro suolo e non vogliamo che questo sia calpestato dallo straniero, dobbiamo agire nella massima giustizia e liberi da prevenzioni”). “Parole in cui ci riconosciamo e che non possono essere proprietà privata di qualcuno solo perché pensa di avere la tessera di partito giusta – dice Rixi – le minacce, gli insulti e la falsificazione dei fatti non spaventeranno i genovesi che domenica sceglieranno di tornare a essere liberi”. Il governatore Toti chiosa dicendo che “l’unico braccio teso sarà quello di chi domenica prenderà in mano la matita per votare Bucci”.

Dall’altra parte della barricata Rifondazione comunista solidarizza con la candidata che ha scritto il post accusa la polizia di non essersi accorta di nulla: “Ci chiediamo se il reato di apologia di fascismo esista ancora nel nostro paese ed attendiamo un riscontro da chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico, in altre occasioni sempre pronto a riprendere e denunciare chi lotta per la casa, contro le “grandi” opere o per il proprio posto di lavoro”.

Mentre Genova che osa attacca apertamente Bucci: “Sappiamo da mesi che Bucci ha, tra le fila dei suoi sostenitori, noti fascisti. Non era mai accaduto però che alla fine di un dibattito si esibissero in saluti romani”.