Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Edilizia pubblica, Putti: “Disobbediremo alla nuova legge regionale”

Genova. Il candidato sindaco per la lista civica Chiamami Genova mette in chiaro le cose: “Una volta sindaco, disubbidiremo alla nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica, perché è una legge sbagliata, ingiusta, discriminatoria e poco lungimirante». Il nuovo impianto della normativa, approvato pochi giorni fa dal consiglio regionale, infatti, va in direzione opposta a quanto proposto dal programma della lista civica: «Noi crediamo che i diritti di accesso alla casa debbano essere allargati – spiega Putti – perché è innanzi tutto una questione di civiltà e dignità umana. Dobbiamo lavorare per mettere a disposizione le centinaia di immobili vuoti che abbiamo in città. Ce ne sarebbe per tutti”.

La nuova norma regionale, che modifica la legge 10 del 2004, approvata dalla giunta Biasotti, restringe i criteri di accesso e mantenimento dell’alloggio popolare; è stata prevista, infatti, una nuova soglia di 10 anni di residenza in città per gli stranieri prima di accedervi alle graduatoria, ma non solo: è stato inserito il divieto di assegnazione per gli ex carcerati e per i residenti italiani recenti; inoltre, è stata definita una percentuale non superabile dei cosiddetti “redditi zero”. “Una normativa non solo razzista ma anche classista, che colpevolizza ulteriormente chi ha concluso un percorso di “recupero sociale”, se così si può chiamare il carcere, e quantifica un numero massimo di case destinate ai reddito zero, escludendo moltissime famiglie”. La norma però colpisce anche gli italiani, avendo inserito la soglia dei 5 anni per i residenti “recenti”: “In altre parole chi volesse venire a studiare, lavorare, fare ricerca a Genova – sottolinea Bruno Pastorino, tra gli artefici del programma di Chiamami Genova – non potrebbe accedere alle assegnazioni di edilizia residenziale pubblica. Non proprio un incentivo per rendere Genova città attrattiva”.

Per tutti questi motivi, quindi: “Non ubbidiremo a questa legge, iniqua, discriminatoria e poco lungimirante”. Le armi legali ci sono tutte: “Si può fare ricorso alle assegnazioni straordinarie fuori dalle graduatorie in caso di emergenza – spiega Pastorino – che è una prerogativa dei sindaci. Inoltre la legge regionale 36 del 2006 prevede di destinare ad alloggi sociali edifici pubblici in disuso”. Chiamami Genova, su questa legge, non promette solo disubbidienza, ma anche battaglia: “Ci sono alcune sentenze della Corte Costituzionale che hanno bocciato in passato norme simili – conclude Pastorino – e l’impugnazione di questa norma sarà una via esplorata da subito”.

“La casa è un diritto per tutti – conclude Putti – e di questo diritto ne abbiamo fatto il fulcro nel nostro programma: proponiamo il recupero di alloggi pubblici, utenze minime garantite, social housing, allargamento delle graduatorie, il recupero del patrimonio immobiliare pubblico per accrescere l’offerto di locazione, ma soprattutto proponiamo, e promettiamo battaglia, perché stiamo parlando di diritti inalienabili, di tutti, e di civiltà”.