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Dipendente del Gaslini morì a causa dell’amianto: l’ospedale non vuole risarcire la vedova

Il decesso nel 2010, dopo 40 anni di lavoro all'interno del nosocomio. L'Inail ha riconosciuto la morte per mesotelioma. A denunciare il fatto l'Osservatorio nazionale amianto

Genova. Chiede giustizia – e un risarcimento – da oltre due anni. E’ la vedova di un dipendente dell’Ospedale Gaslini di Genova, morto nel 2010, a 64 anni, dopo una vita di lavoro come operaio della centrale termica all’interno del nosocomio, dal 1967 al 2006. Come stabilito dall’Inail già tempo fa il marito è deceduto in seguito a un mesotelioma legato all’esposizione all’amianto.

Un riconoscimento di cui né l’Inps né il Gaslini stesso, però, hanno mai tenuto conto. Questa la storia raccontata dall’avvocato della donna, Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, osservatorio nazionale amianto, che sta seguendo la vicenda.

Recentemente anche il Cor Liguria, il centro operativo regionale del Registro nazionale tumori (in particolare il Dipartimento epidemiologia e prevenzione, il cui responsabile è Valerio Gennaro), ha confermato e certificato che il decesso fu provocato da mesotelioma causato da “esposizione professionale certa”.

Il nuovo documento sarà portato dal legale della vedova all’attenzione della Procura di Genova. “Chiedo giustizia per mio marito – dice lei – e anche per gli altri che sono morti per l’amianto presente nel Gaslini. Mio marito venne tenuto all’oscuro dell’amianto e soprattutto del fatto che provocasse morte e ora chiedo che la Procura della Repubblica applichi la legge e proceda penalmente a carico dei responsabili”. Secondo l’Ona l’amianto, in passato, venne utilizzato ovunque all’interno del Gaslini. All’ente risultano almeno 5 casi di lavoratori morti per mesotelioma.

L’avvocato Ezio Bonanni chiederà al Pubblico Ministero le ragioni per cui le indagini, dopo due anni, non sono ancora giunte a un punto, nonostante siano già stati sentiti tutti i colleghi di lavoro del deceduto. “Confido nell’operato della Magistratura – afferma lui – in ogni caso è necessario promuovere un giudizio civile per il risarcimento dei danni in modo tale che sia la vedova sia i figli possano beneficiare di un concreto ristoro di danni subiti, in quanto la rendita Inail è da considerarsi solo un indennizzo e non un risarcimento”.

Nei confronti del Gaslini la vedova, con il suo avvocato, ha tentato una conciliazione, per ottenere il risarcimento. Ma a questo punto è pronta a intentare una causa civile.

Abbiamo provato a contattare la direzione dell’ospedale Gaslini per avere maggiori chiarimenti ma finora non siamo riusciti a parlare con alcun responsabile.