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Differenziata: è scontro Regione – Amiu sui livelli di raccolta a Genova

Presentate le percentuali dei comuni liguri che complessivamente crescono del 5%, ma nelle tabelle dei numeri qualcosa non torna

Genova. Ci sono le pecore bianche e le pecore nere. In Liguria la raccolta differenziata aumenta del in un anno di quasi il 5% raggiungendo quota 43,19%. Ancora lontana, la nostra regione, da quel 65% obbiettivo di legge che però è stato centrato da almeno una manciata di Comuni, anche nel genovesato.

Bogliasco, Cicagna, Cogoleto, Lavagna, Lorsica, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Recco, Sestri Levante (l’unico con più di 15 mila abitante), Sori, Tribogna sono riusciti nell’impresa di differenziare oltre il 65%.

La Regione Liguria, presentando i dati di tutte le quattro province, ha sottolineato come Genova resti indietro e come pesi sulla bilancia percentuale complessiva. Perché se ad avere la miglior performance risulta è Spezia, arrivata al 53,66%, e Savona e Imperia sono al 49,43% e 38,22%, a livello provinciale Genova si ferma al 39,49% con la città di Genova che – dicono i dati della Regione – passa nel 2016 al 32,89%, dal 34,57% del 2015.

bidoni mastelli differenziata

Un dato che però viene contestato da Marco Castagna, presidente di Amiu, che spiega come nel 2016 il Comune di Genova abbia smesso di tenere conto del dato relativo ai rifiuti di alcuni soggetti terzi convenzionati (grossi supermercati, aziende). “C’è un 5% di percentuale mancante – dice Castagna – che se sommassimo al dato del 32,9% ci porterebbe a una percentuale più alta di quella del 2015, attorno ai 38 punti”.

“Il dato di Genova è profondamente negativo – dice Giampedrone – frutto dell’immobilismo dell’amministrazione e di scelte mai compiute sul fronte degli impianti di trattamento. Il dato di Genova peraltro penalizza fortemente l’andamento regionale”.

“Vero – replica Marco Castagna di Amiu – ma nel dato genovese non viene incluso il porto dove invece si differenzia moltissimo, però è vero che si può migliorare. Noi avevamo pronto il piano Conai sulla differenziata che è stato congelato a causa delle note vicende legate alle modalità di attuazione del piano industriale da parte del Comune, visto anche l’eventuale percorso di aggregazione di Amiu e Iren, e che quando sarà messo in atto porterà a risultati immediati. Nelle zone della città dove è stato sperimentato, pensiamo a Quarto Colle degli Ometti, siamo passati in pochi mesi all’’82% di differenziata”.

Il dato genovese, anche se non completo, ha subito scatenato i candidati in campagna elettorale. Marco Bucci, centrodestra, attacca la giunta Doria: “All’inizio della sua campagna l’assessore Crivello ha asserito che la strada del Comune sui rifiuti era quella segnata dalla sua giunta. Già ne dubitavamo. Ora i dati fanno crollare quella formidabile serie di chiacchiere su cui si basa l’esperienza di governo di sinistra di Genova. In sintesi: nella raccolta differenziata la Liguria cresce del 5%, Genova scende del 2! Non è che Genova è diventata la palla al piede della ripresa della Liguria?”.

La replica di Crivello. “La raccolta differenziata a Genova è aumentata dal 35% del 2015 al 39% del 2016. I numeri non sono un’opinione, nonostante facciano comodo per raccontare belinate”. Così il candidato sindaco del centrosinistra a Genova Gianni Crivello oggi pomeriggio sulla sua pagina Facebook definisce i dati dell’Osservatorio ligure sui rifiuti presentati stamani a Genova dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dall’assessore regionale all’Ambiente Giacomo Giampedrone.