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Davide Rossi: “Lotta al degrado e più attenzione a bambini e anziani. Ecco la città che vorrei”

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Genova. Sicurezza, lotta al degrado, ma anche una città più a misura di bambini e che insieme si occupi di anziani. E’ la città che vorrebbe Davide Rossi, 38 anni, già capogruppo della Lega Nord nel municipio Centro Ovest, oggi candidato in consiglio comunale.

Ecco l’intervista.

Secondo i dati di prefettura i reati sono in calo. Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha concentrato interventi e controlli in particolare su centro storico e Sampierdarena si è mosso bene?
I dati danno una fotografia parziale della situazione in cui versano i quartieri popolari. Purtroppo non sono diminuiti i reati ma le denunce, visto che la non certezza della pena e i processi lunghissimi fanno sì che i cittadini specie per i reati minori pensino che recarsi in commissariato dopo aver subito uno scippo o un furto sia una perdita di tempo.

La repressione dei reati è uno strumento sufficiente?
No, è altrettanto indispensabile la prevenzione coinvolgendo il tessuto associazionistico, la scuola e i Municipi competenti. Per ottenere risultati duraturi occorre un vero piano di riqualificazione urbana, del verde e della illuminazione cittadina, un potenziamento delle telecamere. Il plauso alle Forze di Polizia resta comunque doveroso per quanto fanno sul territorio cittadino, sicuramente con il nuovo Questore Bracco vi è una percezione migliore di presidio dei quartieri più sensibili.

Come si contrasta il degrado?
Coinvolgendo nei controlli, congiuntamente alle alle forze di polizia, tutte le altre istituzioni che possono dare il loro contributo nel sanzionare chi non rispetta la legalità, per esempio la Siae, Asl, Ispettorato del Lavoro nel controlli a circoli e night, ma anche ispettori Amiu e polizia municipale per sanzionare chi abbandona rifiuti ingombranti in giro per i quartieri.

Spesso sono gli stessi genovesi a non rispettare abbastanza la loro città…
Per questo è importante promuovere una cultura civica di responsabilità e amore verso la propria città che coinvolga tutti i cittadini, a partire dalle scuole e dalle associazioni in un percorso preventivo che veda i minori al centro. Serve poi puntare su sgravi fiscali per migliorare la raccolta differenziata, semplificando il conferimento degli ingombranti da parte di cittadini e padroncini, individuando eco-punti a scomparsa sotterranei in alcuni quartieri più colpiti da questo problema, ma anche potenziando le telecamere e gli ispettori di verifica allo scopo di sanzionare chi non rispetta le regole.

Sotto la Lanterna ci sono sempre meno abitanti e sempre più anziani. Le istituzioni fanno abbastanza?
Per troppi anni sotto la Lanterna si è respirato e si respira ancora un clima di rassegnazione che parallelamente è andato di pari passo con un involuzione sociale e un invecchiamento della popolazione. Occorre rimettere in moto il Porto di Genova e il relativo indotto produttivo in collaborazione con la nostra Università e le nostre scuole, realizzare tutti i progetti infrastrutturali necessari per tornare ad essere competitivi e ricettivi di opportunità e di cervelli giovani. Ma le istituzioni devono anche avere il patrimonio sociale e culturale che i nostri anziani rappresentano. Genova deve anche essere una città tranquilla, ordinata, pulita e serena capace di far vivere la quotidianità delle proprie piazze, parchi e strade a chi è in pensione, offrendo anche attività aggregative e di socializzazione.

E per i bambini?
Il mio slogan è meno campi rom abusivi e più parchi giochi per bambini, al di là della battuta, il Comune e le Municipalità devono pensare a incentivare i giovani imprenditori o associazioni che in parchi o giardini civici vogliano creare spazi ludici per i bambini, che possono diventare veri e propri presidi sociali del territorio.

Come si tutelano i piccoli esercizi commerciali e il commercio di vicinato stretti tra crisi, tasse e concorrenza dei centri commerciali?
Sicuramente oltre ai centri commerciali bloccando la proliferazione dei supermercati di vicinato, veri nemici dei negoziati e artigiani, riducendo tasse e burocrazia a negozi e ambulanti che per far rivivere i quartieri creano eventi ed attività di socializzazione dei quartieri. Il comune deve essere percepito come un amico del commerciante e del cittadino che lavora per tutelarlo e non per succhiargli il sangue come è avvenuto fino ad oggi con gli ultimi cicli amministrativi di sinistra.