Il progetto

Dai cancelli (chiusi) del chiostro di Sant’Andrea Chiamami Genova lancia il Municipio X sulla partecipazione

Un percorso a tappe per arrivare a far votare alle amministrative anche i ragazzi di 16 anni e gli stranieri residenti

Genova. Uno scandalo tutto genovese, quello del chiostro di San’Andrea prima circondato dalle cancellate e ora definitivamente chiuso con il lucchetto per un rimpallo di responsabilità tra Comune di Genova e Municipio Centro Est che diventa anche l’occasione per lanciare un progetto di ‘peso’, quello di un decimo municipio il ‘Municipio X’ appunto uno spazio di consultazione della popolazione residente su atti dell’amministrazione civica.

E’ questo l’obiettivo del flash mob organizzato, tra cartelli e palloncini gialli e blu dai candidati della lista Chiamami Genova di Paolo Putti davanti ai cancelli chiusi del chiostro di San Andrea, inaccessibile da aprile anche di giorno perché manca la determina dirigenziale che assegni a qualcuno il compito di aprire e chiuderemo spazio ai turisti. “Dicono di aver chiuso i cancelli per evitare il degrado ma secondo noi è ingiusto – spiega Elisabetta Felici, candidata municipio levante – perché il degrado non si combatte attraverso i cancelli”

“Se su una scelta di questo genere avessero consultato i cittadini questa chiusura non ci sarebbe stata – aggiunge Simon Clavière – ed è per questo che con il progetto del Municipio X vogliamo dare voce a chi finora non è stato ascoltato”. Un esperimento di partecipazione che ha negli intenti allargare la base dei diritti civici di chi vive e lavora a Genova, responsabilizzando la popolazione sulle scelte amministrative della città. Il decimo municipio è l’inizio sperimentale di un percorso che vuole ridefinire i meccanismi decisionali della “cosa Pubblica”, portando avanti il dibattito sulla forma democratica delle nostre istituzioni.

Il meccanismo prevede l’individuazione di un ventaglio di materie destinate a questa consultazione (gestione del verde, varianti Puc, gestione dei beni pubblici, strade, cessioni immobiliari per esempio) le cui ordinanze saranno, dopo la definizione in commissione consiliare, messe in votazione per un periodo di tempo congruo per permettere la votazione della popolazione.

“Il progetto del Municipio X è stato pensato come un percorso di ampliamento dei diritti civici inteso per passaggi sperimentali: in prima battuta il consigliere preposto assume la scelta politica di riportare in aula le decisioni della consultazione del Municipio X, nella seconda fase modificando il regolamento comunale si possono riportare le decisioni direttamente in sala rossa” spiega Clavieère. La terza fase prevede invece “l’allargamento ulteriore del diritto di voto amministrativo a questa nuova base elettorale, comprendente tutti i genovesi residenti da almeno 5 anni, che abbiano compiuto 16 anni, che potranno, quindi, partecipare all’elezione del Sindaco di Genova e del Consiglio comunale e per i referendum comunali”.

Questo terzo passaggio prende spunto dalla delibera numero 105 del 27 luglio 2004 approvato in Sala Rossa che estendeva a tutti i cittadini residenti il diritto di elettorato attivo e passivo per le elezioni comunali e per quelle circoscrizionali. Una decisione che fece scalpore e che fu seguita da provvedimenti analoghi da parte di altre amministrazioni pubbliche italiane. La delibera fu annullata dal consiglio dei ministri il 3 agosto dell´anno seguente.