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“Chiamami Genova” verso la libertà di scelta. Putti: “Non voterò Bucci e Crivello”

Genova. Né con Bucci ne con Crivello, Paolo Putti, candidato sindaco di “Chiamami Genova” nel cuore della notte ha fatto sapere che non darà il voto al ballottaggio a nessuno dei due candidati. La decisione, comunque, sarà collettiva e porterà, molto probabilmente a una scelta “libera”. “Dobbiamo parlarne con gli altri perché, essendo una lista partecipativa – spiega Putti – nessuno prende decisioni da solo, però io non ho intenzione di sostenere né l’uno nell’altro.

Paolo putti

“Uno rappresenta qualcuno che ha governato questa città, il Partito Democratico, a mio avviso non bene, non con una restituzione positiva la città. L’altro rappresenta qualcosa già di per sè più lontano da me come caratteristiche, qualcosa di pericoloso per il modello di approccio che ha, cioè di colpire solo la pancia della gente e non sui contenuti come la Lega. Il centro-destra ha governato due volte la Regione e non mi sembra che la Liguria brilli per i risultati ottenuti. Io personalmente non voterò nessuno dei due, poi decideremo. Si farà una discussione interna e poi la gente potrà decidere come vuole”.

Non manca, però, la delusione per un risultato che non è andato oltre quella soglia che molti davano come minima per il soggetto politico. “Per il tipo di lavoro che abbiamo svolto, per la qualità della lista che abbiamo messo in campo un comune, che era davvero molto alta, ci aspettavamo ci aspettavamo qualcosina in più, diciamo dal 5 al 10%. È indubbio che abbiamo pagato, da un lato, la poca conoscenza di un marchio che comunque era nuovo, e poi un po’ di confusione generale che c’è in questo momento nella politica. Probabilmente non siamo riusciti a dialogare a pieno, come pensavamo di aver fatto, con la popolazione di alcuni territori e, infatti, abbiamo zone dove siamo intorno al 10% e altri dove siamo intorno al 3% e questo ovviamente comporta che la media è quella”.

Il dato che deve maggiormente far riflettere,pero’, e’ quello dell’astensione con un cittadino su due che non ha votato. “Ovviamente anche quello ha portato una componente di squilibrio all’interno delle cose – spiega Putti – io credo, però, che da questi risultati abbiamo capito che in alcuni territori dove dobbiamo lavorare di più per riuscire a costruire un dialogo con i cittadini che non ci conoscono. Mi prendo, quindi, questa parte di responsabilità, per il resto siamo contenti. Siamo un soggetto nuovo, nato dal nulla, che ha comunque preso il 5% in una città difficile come Genova, ci sono tante liste che non ce la fanno”.

Infine ha riflessione sulla “debacle” del Movimento 5 Stelle, con il quale Putti si era candidato a Sindaco la scorsa legislatura è che ha abbandonato negli ultimi mesi. I voti del suo movimento, così come quelli della lista Cassimatis, infatti, non sarebbero bastati a portare Pirondini al Ballottaggio. “Io non credo mai nelle somme aritmetiche ma credo più al valore della lista che fai perché poi le somme sono relative”.

“Indubbiamente, mettendo insieme tutto comunque non si arriva ancora alle percentuali degli altri. Secondo me il movimento, se fosse in grado di fare un’analisi serena e puntuale di se stesso, dovrebbe dedurre che questo è una legnata che dovrebbe insegnare qualcosa. Io non credo che insegnerà granché perché non c’e’ voglia di ascoltare e di ascoltarsi -conclude Putti – e quindi, probabilmente, è solo il segnale di un declino che in qualche modo è arrivato”.