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Chiamami Genova, la festa di fine campagna elettorale. L’appello di Putti: “Chiedo ai genovesi di osare”

Festa senza big in pieno stile Putti ma con l'endorsement virtuale di Federico Pizzarotti

Genova. “Chiedo ai genovesi di osare, di non accontentarsi di vedere un simbolo e votarlo, ma di andare ad aprire quei fustini che una volta non volevamo aprire se non avevano il marchio per poi scoprire che spesso sono quelli che hanno il detersivo che lava meglio e che magari inquina meno. Io credo che Chiamami Genova sia quel fustino lì, chiedo ai genovesi di provarlo e secondo me avranno il coraggio di farlo”. L’appello di Paolo Putti, candidato sindaco della lista Chiamami Genova è semplice e limpido come è sempre stato il suo stile e come è stata la campagna elettorale di questa lista, nata forse un po’ tardi ma che ha avuto l’aspirazione di essere davvero civica nonostante la presenza all’interno di esponenti di alcuni partiti (Possibile, Sinistra Italiana e Rifondazione).

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Una campagna fatta palmo a palmo nei quartieri con mezzi magari limitati ma con l’entusiasmo di tanti, soprattutto giovani, che si sono messi in gioco.

Anche la festa finale rispecchia lo ‘stile’ della lista: in piazza Negri, dopo la serata con Luigi De Magistris, ci sono i palloncini gialli e blu, le foto della campagna elettorale, i candidati e un tot di curiosi: sul palco si alternano pochi politici (tra cui Gianni Pastorino di Sinistra Italiana e Luca Pastorino di Possibile) e tanti esponenti della società civile. In un videomessaggio il saluto e il sostegno del Federico Pizzarotti, che poco prima di Putti aveva intrapreso lo stesso percorso di addio al M5S e che è anche lui impegnato a Parma nel rush finale della campagna elettorale con la sua lista.