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Chiamami Genova, De Magistris in città per il “quarto polo”

Genova. Luigi De Magistris, domani in città per incontrare Paolo Putti, candidato sindaco per la lista civica Chiamami Genova. A seguito dell’incontro è previsto un evento pubblico, in cui i due dialogheranno su tematiche legate all’amministrazione civica di grandi città come Genova e Napoli.

Dopo la conferenza stampa di rito, Putti accompagnerà l’ospite in un tour del centro storico per poi arrivare presso il ristorante la Forchetta Curiosa, dove è previsto un aperitivo con i candidati della lista civica “Chiamami Genova” e simpatizzanti.

Alle 21 incomincerà il dialogo pubblico tra i due in piazza Negri, di fronte all’ingresso della storica chiesa di Sant’Agostino: il dibattito toccherà le molte tematiche che riguardano l’amministrazione di grandi città, affrontando i temi che riguardano le criticità della gestione della cosa pubblica in questo particolare momento storico.

“Sarà una grande occasione per confrontarsi su tematiche importanti per la rinascita di Genova – spiega Paolo Putti – ascolteremo con interesse l’esperienza di Luigi De Magistris, che sta lavorando con successo ad un vero e proprio rinascimento civico di Napoli. Sarà anche occasione per presentare alla città la nostra visione e preparare la “battaglia” che ci aspetta a Tursi; una battaglia in difesa dei diritti degli ultimi, della casa e che ha come solo obiettivo la conquista di un benessere collettivo che da troppo tempo manca a Genova”.

“Il compagno Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, domani sarà nella nostra città al sostegno di un quarto polo alternativo al PD, PDL ed M5S”, il commento di Davide Ghiglione, candidato “Chiamami Genova” comune di Genova e V Municipio Valpolcevera.

“Questi soggetti si assomigliano sempre più come dimostra l’intesa sulla legge elettorale che porterà ad un parlamento di nominati dai capi partito – scrive Ghiglione in una nota – Al contrario De Magistris è protagonista di una giunta dove trovano spazio sinistra (quella vera), movimenti civici e centri sociali”.