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Beppe Grillo – show (più global che local) al comizio finale del MoVimento 5 Stelle fotogallery

Il comico-leader si improvvisa bluesman al pianoforte poi si lancia in un sermone sulla politica e sul mondo che cambia, prima di lui il vicepresidente della Camera Di Maio e il candidato Luca Pirondini

Genova. Beppe Grillo è l’ospite più atteso del comizio di conclusione della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle e del suo candidato Luca Pirondini. Ed esordisce, alle 22e15, improvvisando un blues al pianoforte. “Salvini il pianoforte lo usa come tagliere per il salame” commenta Pirondini, maestro d’orchestra. Genova cambia musica – non a caso – lo slogan di questi suoi mesi di corsa verso il voto.

festa fine campagna pirondini

Grillo, sale sul palco dopo Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, dopo lo stesso candidato sindaco Pirondini, dopo il primo cittadino di Livorno Nogarin, l’eurodeputata Tiziana Beghin, e porta in scena, in piazza Matteotti, un vero e proprio show. Parla di Italia, del mondo che sta cambiando, di come i suoi figli non abbiamo una macchina propria ma preferiscano il car sharing, di come spera, ironicamente, “che Pirondini non vinca, perché sennò mi verranno a scassare le balle ogni giorno a Sant’Ilario”.

Grillo parla di temi nazionali, non strettamente locali, ma si concentra sulle problematiche di una società sempre più anziana da una parte, e sempre più collegata attraverso i social dall’altra. “I ragazzi condividono esperienze, non beni”.

Il leader del Movimento 5 Stelle parla di come l’obbiettivo “non è governare, ma dare gli strumenti a voi”. E quindi impossibile non parlare della legge elettorale definita “Una presa per il c…”.

E poi il grande cavallo di battaglia del M5S: l’onestà. “La questione non è onesta o non onestà, il concetto non è rubare o non rubare, è una questione mentale quella del rubare o no, anche noi non siamo meglio degli altri, abbiamo e abbiamo avuto degli episodi, ma quanto ce ne accorgiamo le mandiamo via queste persone, il messaggio dell’onestà te lo devono dire gli altri, non te lo puoi dire da solo”.

“Luca Pirondini – conclude Grillo, abbracciando metaforicamente la piazza – è il miglior candidato sindaco del Movimento 5 Stelle in Italia, è un musicista, e io sono un comico, e dove non c’è musica e non c’è comicità non c’è umanità”.

Il candidato sindaco Luca Pirondini, nel suo discorso finale, ha ringraziato i sostenitori, gli attivisti e i candidati ai Municipi (“degli eroi”, ha detto). Poi ha sottolineato alcuni aspetti della campagna. “Abbiamo troppi supermercati, pensiamo al Levante, ci sono più supermarket e parcheggi che presidi di sicurezza, noi lì chiediamo sia costruita finalmente una caserma dei vigili del fuoco”. E ancora: “La prima cosa che faremo se prenderemo Genova? Risarciremo i familiari delle vittim dell’alluvione, il tribunale ha stabilito che il Comune deve versare 4,5 milioni di euro, e Tursi sta continuando a tergiversare scaricando le responsabilità sull’assicurazione”. A proposito, poi, di rischio idrogeologico, Pirondini si scaglia contro la prossima inaugurazione del centro commerciale nell’area ex Boero, a Molassana: “Possibile che si continui a costruire in area rossa?”. Senza dimenticare un riferimento alla legalità: “Genova è la seconda provincia del Nord Italia, dopo Imperia, per infiltrazioni mafiose, e di mafia abbiamo parlato solo noi. Questo significa che gli altri forse non vogliono farlo perché sono immischiati”.

Un Movimento 5 Stelle che, a Genova, teme sempre di meno il caos “comunarie”, con l’annullamento del risultato che aveva dato per vincitrice Marika Cassimatis (candidata a parte con una lista che porta il suo nome) e le accuse di scarsa democrazia, e neppure la fuoriuscita di molti attivisti con l’adesione al progetto Chiamami Genova di Paolo Putti. Lo assicura il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Non ho ritorni negativi sull’effetto Cassimatis-Putti per il nostro candidato sindaco a Genova Luca Pirondini. Vedremo che cosa decideranno i cittadini. Ma credo – ha aggiunto – che apprezzino sempre quando una forza politica allontana chi si approfitta della stessa. Alcuni si fanno eleggere con questa e dopo poco passano al gruppo misto. Questo noi lo evitiamo, siamo stati rigidi e siamo stati premiati”.