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Ballottaggio, Crivello lancia lo spauracchio fascio-leghista per convincere i genovesi a votare

C'è chi raccoglie l'appello, ma la sinistra radicale non ci sta. Al centro sinistra mancano 12 mila voti

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Genova. Votare per Gianni Crivello al ballottaggio “per non consegnare Genova ai leghisti” o peggio, addirittura, ai fascisti con riferimento al risultato sorprendente del partito di Giorgia Meloni. A lanciare l’allarme, sorta di ultima spiaggia per ribaltare il risultato del primo turno, sono stati i sostenitori dell’assessore alla protezione civile di Tursi – sotto di oltre cinque punti rispetto al competitor Marco Bucci- già la notte dell’11 giugno, dopo un risultato che nessuno (neppure i sostenitori di Marco Bucci) si aspettava.

“Ora si riparte da zero a zero” ha detto Crivello quella notte in conferenza stampa e ripetono un po’ tutti nel campo del centro sinistra quasi fosse un mantra per allontanare la paura, aggiungendo che “ciò che conta è portare i genovesi che al primo turno sono stati a casa a votare al ballottaggio”. Missione quasi impossibile se si considera che storicamente al ballottaggio va a votare un 15-20% in meno che al primo turno: è successo nel 2012 nella sfida Doria-Musso (39% di affluenza contro il 55% del primo turno), è successo lo scorso anno alle comunali di Savona (49,38% contro il 61,90%) e anche a Milano se pur con differenze più lievi nell’affluenza (51,80% contro 54,65%).

Come convincere allora i genovesi a recarsi ai seggi domenica 25 giugno? Con lo spauracchio della “peggiore destra”, come recita il manifesto-appello lanciato da Crivello che sta circolando in queste ore su Facebook. Sulla stessa scia in queste ore si moltiplicano gli appelli accorati da parte di dirigenti e militanti del Pd e delle altre forze politiche della coalizione di centro sinistra. L’avvocato Emilio Robotti, per esempio, (candidato non eletto per la lista A Sinistra) parlando di una festa di fine anno scolastico a base di focaccia, dolci turchi e cibi dal Magheb dice: “Avete presente con un municipio e una Regione già di destra, cosa ne sarebbe di tutto questo dal prossimo anno con un sindaco come Bucci e i fili tirati da Rixi e Salvini con Toti?”.

O come il cantautore genovese Michele Bitossi, frontman dei Numero6, che non usa giri di parole: “Se il 25 giugno non votate contro uno che va a braccetto con Salvini e lo vengo a sapere vi mando affanculo come foste vuoti. Non c’è da spiegare, fare “riflessioni politiche”, analizzare dati, parlare, discutere…A ‘sto giro siete andati al mare (anch’io ci sono andato e a ritorno ho votato…) e avete fatto gli schizzinosi? Bene, al prossimo muovete il culo e votate Crivello”. (Gli risponde, peraltro, un altro nome della Genova “musicale”, Michele Arena, consigliere dello storico club Quaalude, Michele Arena: “Piuttosto che votare Crivello voto anche Topolino. Basta con questi democristiani travestiti da comunisti, basta con assessori scout tutti dal Papa pronti a chiudere i locali e i circoli (tranne quelli degli amici) per quattro voti. Impariamo l’alternanza, quella per cui un pò di opposizione non fa mai male, con la quale nessuno riesce a tessere relazioni decennali su cui basare la propria economia”).

C’è addirittura chi ha creato un evento facebook dal titolo deciso: “Io voto al ballottaggio, non consegno Genova ai leghisti”. “Questo evento è un appello e una sfida: invita almeno 10 amici che sono andati a votare e 10 ai quali secondo te non frega un cazzo della politica e del voto. Convinciti e convinci ad #alzareilculo almeno questa volta per evitare di consegnare la città al becerume trumpiano di troppi consiglieri leghisti e affini. Poi faremo i conti a muso duro con chi governerà per alzare al massimo il tasso di rinnovamento e discontinuità. Ma intanto salviamo la pelle a questa Genova di cui siamo parte”.
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Anche Don Farinella, che al primo turno aveva sostenuto Putti come “il meno peggio” oggi lancia un appello per andare a votare Crivello: “Io, Paolo (dice rivolgendosi a Putti) invito te a invitare i tuoi a votare ‘la persona Crivello Gianni’ non il Pd di Renzi, anteponendo l’interesse della Genova che soffre anche alla coerenza della mia coscienza. Mi auguro che i Genovesi non strozzino Genova nel leghismo o nel partito di Berlusconi, che, oltre essere un pregiudicato, che abbiamo combattuto insieme, è ancora oggi accusato delle stragi dei primi anni ’90. Genova che fece cadere nel 1960 il governo Tambroni, può oggi tradire se stessa e consegnarsi, mani e piedi, alla Lega senza cultura e senza ideali e a Berlusca? Dio non voglia”.

Da ‘sinistra’ arrivano però segnali e contro appelli di chi di votare chi dice sì a grandi opere e privatizzazioni non ne vuole sapere. C’è la lettera aperta provocazione dell’ex consigliere Antonio Bruno: “Se Crivello vuole il mio voto blocchi l’aggregazione Amiu-Iren” a quelli che senza mezzi termini spiegano che non faranno alcun ‘voto utile’. Tra questi il manifesto del collettivo Genova City Strike ‘Né con Bucci né con Crivello’ ai tanti elettori di sinistra che spiegano sulle loro bacheche il perché non voteranno Gianni Crivello.

“Ehi, voi della sinistra liberista – spiega uno di loro – smettetela di scaricare le vostre responsabilità e fallimenti sulla schiena di quel 52% di genovesi che vi ha schifati e non è andata a votare. Altrimenti mi fate venire una irresistibile voglia di votare Bucci al ballottaggio”.

E un altro ironizza ma non troppo: “l’allarme Destra, unica strategia PD per il ballottaggio avrà come unico risultato che domenica sera davanti a Tursi, a fare il saluto romano verranno pure da fuori Genova”.

Per ribaltare il risultato a bocce ferme (cioè tenendo la stessa affluenza del primo turno) al centro sinistra servono un po’ più di 12 mila voti per superare Bucci e l’appello un po’ forzato a un “30 giugno” del terzo millennio potrebbe non bastare, se non addirittura essere controproducente.