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Airbnb, Genova prima città in Italia dove il portale riscuoterà la tassa di soggiorno

Decine di migliaia di euro entreranno nelle casse di Tursi: il portale di condivisione case, nel capoluogo ligure, ha visto crescere gli utenti del 70% in un anno

Genova. Nel 2016 i genovesi che hanno messo una stanza o una casa a disposizione sul circuito Airbnb erano circa 950. Quest’anno la cifra è già salita a quota 1100. In tanti sono, quindi, a essere interessati dall’accordo firmato dal Comune di Genova e il portale americano che mette in rete alloggi per turisti.

L’accordo – che prevede l’applicazione, riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno – è il primo del genere in Italia, mentre in altre 300 città del mondo, come Lisbona, Parigi e Amsterdam, è già attivo.

L’annuncio è stato dato oggi, in occasione della firma a Palazzo Rosso, da Chris Lehane, Head of Global Policy and Public Affairs di Airbnb e Carla Sibilla, assessore al Turismo e alla cultura del Comune di Genova, alla presenza del Presidente della Camera di Commercio Paolo Odone. Il testo era stato precedentemente deliberato dalla Giunta comunale lo scorso 31 maggio.

A partire dal prossimo primo agosto, Airbnb procederà automaticamente a riscuotere l’imposta di soggiorno per conto degli host al momento della prenotazione.

“Questo accordo è il risultato di un lungo lavoro portato avanti dall’Amministrazione civica e permetterà di regolamentare un settore rilevante della ricettività cittadina – dice l’assessore Carla Sibilla – basti pensare che la piattaforma Airbnb conta nella sola città di Genova circa 4 mila posti letto. Le risorse che arriveranno saranno utilizzate per la promozione della nostra città, che sempre più afferma la sua forte potenzialità turistica”.

“Siamo orgogliosi di continuare il nostro impegno a venire incontro ai cittadini – aggiunge Chris Lehane, di Airbnb – semplificando processi complessi, e a aiutare le autorità competenti a ricevere quest’importante risorsa finanziaria. Quest’accordo è il capitolo più recente del nostro rapporto con l’intera Regione Liguria, dove abbiamo supportato 64.000 ospiti in viaggio a Genova e generando un impatto economico nella città di oltre 32,7 milioni di euro.”

airbnb

Lo scorso anno Airbnb, infatti, aveva già sottoscritto un protocollo di intesa con la Regione Liguria per la promozione congiunta della condivisione responsabile nell’ambito della sharing economy, collaborando con le istituzioni per una migliore accesso alle informazioni da parte dei cittadini. Fra le iniziative organizzate, anche un seminario tenutosi lo scorso mese di maggio, organizzato in collaborazione con Confedilizia, a cui hanno partecipato oltre 100 proprietari genovesi.

I NUMERI.
Il mese scorso, Airbnb ha pubblicato il valore economico del giro d’affari generato dalla sua attività in Italia nel 2016, che ammonta a circa €4,1 miliardi. I dati regionali sulla comunità genovese raccontano invece che nel 2016: 950 host hanno avuto ospiti in casa. Oggi sono 1.100. Ci sono stati 57.000 ospiti in arrivo – un 70% in più rispetto al 2015. Il dato cresce prendendo in esame gli ultimi 12 mesi (da giugno 2016 a giugno 2017), con 64.000 arrivi; l’host tipo ha messo a disposizione il proprio spazio per 39 notti – meno di un giorno a settimana – guadagnando 2.700 Euro; La grande maggioranza (84%) degli ospiti veniva dall’Europa, e uno su 10 dal Nord America; In media, il soggiorno degli ospiti è stato di 3 notti.

COME FUNZIONA L’ACCORDO
Per le prenotazioni effettuate dopo il 1° agosto 2017, gli ospiti vedranno una nuova voce di costo per l’imposta di soggiorno, che a Genova ammonta a 1 euro al giorno per i primi 8 giorni di pernottamento. Tale importo comprende la tassa di soggiorno imposta dalla città e l’imposta del distretto amministrativo, se applicata. L’imposta si aggiungerà all’importo totale del soggiorno pagato dagli ospiti e sarà trasferita al Comune di Genova direttamente da Airbnb. L’host non dovrà più calcolare quanto dovuto per ogni prenotazione individuale o trasferirla al Comune, relativamente alle prenotazioni effettuate sulla piattaforma. Gli host riceveranno maggiori informazioni sulla riscossione della tassa a partire dal prossimo mese di luglio.