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Via San Luca, si abbassa un’altra saracinesca: chiude lo ’storico’ Palma Calzature fotogallery

Restano aperti gli altri punti vendita. I proprietari: "In questa via non vuole passare più nessuno"

Genova. “Qui in via San Luca ormai non passa più nessuno e prima che la situazione diventi davvero grave abbiamo deciso di chiudere il negozio che per mio papà era forse il più importante perché è stato il primo che ha aperto da solo quasi cinquant’anni fa”. Carolina Caneva spiega così la decisione dolorosa di chiudere, a fine giugno, il negozio forse più simbolico della catena ‘Palma Calzature’, quello che, a metà di via San Luca, ha sempre fatto bella mostra di te grazie alle grandi vetrine che illuminavano il lungo corridoio che porta al negozio vero e proprio.

Oggi quelle vetrine sono vuote e ricoperte dai cartelli che annunciano il “fuori tutto”, che andrà avanti ancora un mese e mezzo, prima della chiusura definitiva con tanto di pannelli e strutture per le vetrine in regalo.

Restano il negozio più piccolo di via San Luca quello dedicato alle scarpe per bimbi, quello di via XX Settembre e quello di piazza della Nunziata. Ma in via San Luca si abbassa un’altra saracinesca storica, dopo l’addio di Pesce abbigliamento, della libreria Assolibro, quello delle profumerie Cassinelli, quello di College e di tanti altri. Al loro posto negozietti gestiti da stranieri, minimarket, cineserie, e al momento ben tre supermercati che diventeranno quattro fra poco visto che al posto di Palma “aprirà una Ekom” spiega Carolina.

Colpa della crisi? “Certo la crisi la sentiamo anche noi da almeno otto anni – racconta – ma nonostante le due alluvioni che hanno danneggiato fortemente il negozio di via XX Settembre abbiamo sempre tenuto duro e mantenuto i nostri 14 dipendenti. Ora però ci rendiamo conto che per questa via le speranze di un rilancio sono praticamente nulle”.

“Via San Luca – conferma Alessandro Cavo, ‘reggente’ del Civ di via San Luca e Banchi – come strada commerciale è effettivamente morta, ed è fuori dai flussi turistici paradossalmente più di via Fossatello da cui i turisti passano per salire verso San Siro e poi via Garibaldi, oppure passano da piazza Banchi per andare verso Campetto o San Lorenzo”. I vicoli di accesso invogliano poco a salire: “tra stalli merci, bancarelle e quant’altro è quasi difficile passare, non ci vorrebbe molto per far rispettare le regole e rendere l’accesso più attrattivo, invece è diventata una sorta di no fly-zone e i commercianti non ce la fanno” dice Cavo.

“Ci sarebbero voluti depliant, convenzioni con i negozi – dice Carolina – ma anche un po’ più di controlli di vigili e polizia, ma il Comune in questi anni non ha fatto niente e così le signore con i bambini, e anche quelli che erano i clienti storici, dicono che preferiscono andare in via XX settembre perché qui non si sentono a loro agio tra degrado e sporcizia”.

La situazione di via San Luca però non è affatto un caso isolato: basta lanciare uno sguardo sulle vicine via del Campo o su Sottoripa per accorgersi di quante siano le serrande abbassate o sostituite da minimarket e simili. “La prima cosa che dovrebbe fare la nuova Giunta? Un bel censimento immobiliare della situazione in centro storico anche per quanto riguarda il commercio e da lì studiare sistemi di incentivi per far insediare nuove attività. E poi più controlli, anni fa come Fiepet avevo suggerito un sistema di QRcode da mettere sulle vetrine e da cui si possono immediatamente verificare i pagamenti della Tari per esempio perché anche l’evasione fiscale è un grosso problema che ricade poi su tutti gli altri”.