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Vaccini, Viale al Pd: “Regioni unanimi: tempi incompatibili con l’applicazione”

La replica dopo l'attacco

Liguria. “Tutte le regioni, e quindi non solo la Liguria, sono contrarie ai contenuti del decreto come anticipato dalla stampa perchè c’è un problema di tempi, del tutto incompatibili con l’applicazione della norma: se deve essere garantita la copertura per le 12 vaccinazioni entro settembre, con in mezzo il periodo estivo, c’è un evidente criticità in relazione ai sistemi informatici, al personale e agli ordinativi dei vaccini. Capisco che, visti i risultati ottenuti in Liguria, la consigliera Paita non sia considerata dai suoi colleghi del Pd nelle altre regioni ma questo non la esime dal dovere di informarsi prima di aprire bocca”. Così la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale replica al comunicato diffuso dal Partito Democratico in materia di vaccini.

“Piuttosto ci dica la consigliera Paita – aggiunge la vicepresidente Viale – se è d’accordo che la forza pubblica, su ordine dei tribunali, prelevi i bambini dalle case per farli vaccinare oppure che, se una famiglia ha i soldi per pagare l’ammenda, i figli possono anche non essere vaccinati. Non si preoccupi il Pd, perchè la Regione è in grado di far fronte anche alle scellerate decisioni del governo, avendo un piano regionale all’avanguardia. Ma in queste ore – prosegue l’assessore alla Sanità – ai centralini delle Asl hanno chiamato in prevalenza i genitori favorevoli alle vaccinazioni mentre quelli nei confronti dei quali bisogna agire attraverso una corretta informazione sulla necessità di vaccinare, vista la confusione rimarranno convinti del contrario”, conclude.

“Tutte le Regioni con voce unanime hanno dato mandato al presidente della Commissione Saitta, assessore del Piemonte, di rappresentare al governo le comuni difficoltà organizzative per quanto riguarda il testo del decreto, così come anticipato alla stampa, in particolare rispetto alla scadenza di settembre, quando inizierà l’anno scolastico. Queste difficoltà sono legate sia all’organizzazione del personale, anche in vista del periodo estivo, sia agli ordinativi dei vaccini con le case farmaceutiche. Sono problematiche che interessano tutte le regioni”.

“La Liguria – aggiunge – è una delle regioni più avanzate rispetto al quadro delle vaccinazioni, per molte delle quali ha previsto la gratuità già da tempo. Ovviamente, però, le famiglie erano attente sulle vaccinazioni obbligatorie: passare da 4 a 12 crea ovviamente apprensione tra le famiglie e la necessità di adeguarsi, determinando così un impatto che va governato con un percorso di accompagnamento”.

La vicepresidente Viale ricorda, poi, che “negli incontri che hanno preceduto e seguito l’elaborazione del Piano nazionale sui vaccini, con le altre Regioni avevamo chiesto al ministero di organizzare un’unica campagna di informazione a livello nazionale rivolta alle famiglie. Evidentemente ha prevalso la linea del decreto legge, facendo così venir meno il raggiungimento di un obiettivo fondamentale ovvero la sensibilizzazione dei cittadini su un tema così importante di salute pubblica, con un approccio culturale e educativo. Il rischio – prosegue – è che questo decreto provochi esattamente l’effetto contrario, allontanando ancor più le famiglie che già erano scettiche sulle vaccinazioni e accentuando i contrasti ideologici. In questo senso, trovo preoccupanti le ipotesi relative all’intervento dell’autorità giudiziaria e alle sanzioni: prevedere in modo coercitivo l’utilizzo delle forza pubblica in esecuzione di un provvedimento del tribunale dei minori credo sia il modo meno indicato per incidere sull’educazione e sulla promozione dei vaccini. Auspico, quindi – conclude – che il testo venga profondamente modificato in aula, sentito il parere delle Regioni”.