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Simone Ferrero (Lista Bucci): “Per Genova penso a un welfare più capillare e attento alle famiglie”

Sistemi di sussidiarietà orizzontale per venire incontro alle fasce più deboli - anziani e disabili, ma anche giovani coppie a basso reddito - tra le idee del ginecologo candidato in consiglio comunale

Genova. Una rete di servizi più capillare per venire incontro alle esigenze del cittadino, soprattutto di chi fa parte delle fasce più deboli, e un sistema di sussidiarietà orizzontale per rendere il welfare più “umano” e attento. Sono alcune delle idee lanciate da Simone Ferrero, candidato in Consiglio comunale per la lista civica Vince Genova con Marco Bucci. Ferrero è un ginecologo, professore associato al policlinico San Martino.

simone ferrero

La sua esperienza nel settore della sanità l’ha spinta a candidarsi?

“Essere a servizio delle persone e occuparmi della loro salute è il mio impegno quotidiano, una scelta professionale e di vita. Pertanto è sicuramente stata una delle molle che ha fatto scattare la scintilla del mettermi al servizio della mia città e dei miei concittadini, per dare il mio contributo a un progetto, quello di Marco Bucci sindaco, che mette al primo posto la persona”.

Di che cosa hanno bisogno i genovesi? Sempre parlando di sanità, qual è la fascia di popolazione più debole?

“Sicuramente hanno prima di tutto bisogno di riprendere fiducia in se stessi, nelle potenzialità della nostra città che da troppo tempo, schiacciata da un immobilismo ormai ultradecennale, sono inespresse. Ma la fiducia può nascere solo dallo sviluppo di nuove opportunità, ad esempio, sul piano occupazionale per i giovani e non solo, visto l’alto tasso di disoccupazione over 40. In ambito sanitario, è necessario avvicinare i servizi ai cittadini, attraverso una vera integrazione del modello sociosanitario, indispensabile per dare un supporto concreto a chi è più debole: gli anziani, i disabili, ma anche le giovani coppie con figli piccoli o i genitori separati”.

Nel programma di Marco Bucci che posto occupa il Welfare?

“La centralità della persona e della famiglia sono al centro del programma del nostro candidato sindaco. Il potenziamento dell’attività di sostegno, consulenza e prevenzione dei conflitti familiari a beneficio delle famiglie in difficoltà, attraverso l’incremento del numero dei consultori familiari in collaborazione coi distretti sociosanitari e del sostegno alle iniziative di auto e mutuo aiuto; la promozione dell’associazionismo familiare cittadino e delle reti informali di famiglia, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale e di favore per la partecipazione delle famiglie ai tavoli della programmazione dei servizi e degli interventi del sociale; la revisione dei parametri di accesso agli asili come accoglienza di minori in età prescolare, attraverso forme flessibili e dislocate in maniera capillare sul territorio, anche in collaborazione e aggregando realtà produttive, vincolate da parametri di reddito (ISEE integrati da fattori correttivi quali, ad esempio, il Fattore Famiglia), privilegiando i nuclei familiari con anzianità di residenza nel Comune. Sono questi alcuni punti in cui credo molto e su cui darò il mio contributo perché possano trasformarsi in atti concreti a favore delle famiglie, specie quelle in maggiore difficoltà”.

Per la sua storia professionale ha avuto periodi formazione all’estero? Genova può diventare una città in grado di attrarre studenti?

“Ho studiato e lavorato all’estero. So cosa voglia dire stare lontano dalla città che si ama. Se l’esperienza all’estero è una scelta, come lo è stata nel mio caso, è un arricchimento personale, culturale e professionale. Purtroppo oggi, in molti casi, non è una scelta volontaria, ma l’unica via di uscita per trovare un lavoro. Genova è una città che potrebbe essere a misura di giovani e di studenti: le facoltà, in particolare quelle scientifiche, sono di altissimo livello, la qualità della vita potenzialmente altissimo per il contesto urbanistico e paesaggistico, l’arte e la cultura che si respira non solo nel centro storico ma anche nelle delegazioni, nelle vallate e sulla costa. Se sarà creata una giusta sinergia tra mondo imprenditoriale, ricerca e università Genova potrà diventare la città ideale per fare un Erasmus ma anche per trovare un lavoro e mettere su famiglia”.