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Sanità Sestri Levante, appello e j’accuse: “Da mesi siamo senza risposte”

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Sestri Levante. “Dopo due anni di attesa e mancanza di risposte adesso serve chiarezza e un progetto complessivo sulla rete ospedaliera del Tigullio e sulla rete socio sanitaria del comprensorio. Da mesi attendiamo di discutere queste prospettive, ma, nonostante le richieste di incontro e le sollecitazioni espresse anche in Consiglio Comunale, non ci sono novità ufficiali”. A lanciare il grido d’allarme è la stessa sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio e l’Assessora ai Servizi Sociali Lucia Pinasco.

“In questi mesi di attesa, però continuiamo a registrare con preoccupazione, segnali non positivi sull’organizzazione della rete del territorio – scrivono le amministratrici in una nota – La nostra proposta è chiara da tempo: un ospedale centrale per acuti, naturalmente Lavagna e definizione precisa e certa di specializzazione e di territorio agli ospedali di Sestri e Rapallo, senza spezzettamenti o travasi di reparti al di fuori di un disegno di comprensorio”.

E ancora: “l’ospedale di Sestri Levante ha interi piani vuoti senza destinazione e Lavagna,
che è l’ospedale centrale dell’Asl 4 , non ha ancora un piano per rafforzare nel medio e lungo periodo le
proprie funzioni per acuti. Inoltre non si hanno notizie se e come verranno riorganizzati i distretti
sociosanitari nella nostra Asl, e se le peculiarità del Distretto 16, uno dei più anziani d’Europa, che ha
fatto dell’integrazione ospedale/territorio una sua parte importante, verranno mantenute. Nel frattempo,
si ipotizzano investimenti da parte dell’Asl, ma non c’è ancora un Piano di riforma discusso con i
territori, né con i Sindaci”.

“Dopo l’apertura del confronto del Libro Bianco, a febbraio dello scorso anno, non ci sono stati passi
avanti di coinvolgimento decisionale reale del territorio. Come amministratori registriamo le
preoccupazioni di operatori e utenti di fronte a questi ritardi e al progressivo indebolimento di funzioni
della rete sanitaria e assistenziale. Anche le nuove norme sull’accreditamento delle strutturerecentemente
varate da Regione Liguria – stanno creando perplessità perché rischiano di abbassare
fortemente la qualità dei servizi per anziani e disabili, date le condizioni economiche imposte. Ma, nel
frattempo, registriamo un milione di euro di costi in più per l’Asl a seguito della scelta dell’eliminazione
della gestione diretta dei farmaci. Nel quadro che si sta delineando – affermano Sindaca e Assessora – risulta urgente aprire la discussione con tutti i soggetti interessati per salvaguardare e rilanciare la rete socio sanitaria sul territorio. Occorre una proposta aperta, di tutela dei cittadini e dei loro bisogni, che non sia calata dall’alto. Il territorio da tempo ha espresso idee e progetti in proposito: per questo lanciamo un ulteriore appello ad aprire un confronto reale sul piano di riforma che si attende da troppo tempo, mentre l’offerta si impoverisce.”