Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Presidi di polizia negli ospedali genovesi: presidio e raccolta firme

Più informazioni su

Genova. La UIL Liguria e il sindacato di Polizia SIAP hanno promosso sul territorio dell’Area metropolitana genovese, una raccolta firme, destinata al Prefetto e al Questore di Genova, per ripristinare i presidi di Polizia negli ospedali genovesi. In sole due settimana sono state raccolte tremila firme a sostegno della petizione che sostiene l’importanza della prevenzione per migliorare la sicurezza dei cittadini.

Lunedì 5 giugno, dalle 10,00 alle 12,00, si terrà a Genova in Piazza De Ferrari un presidio per presentare alla cittadinanza il progetto della Uil e del Siap.

“Nel corso della mattinata, le OO.SS metteranno a disposizione della cittadinanza i moduli per la raccolta delle firme che, auspichiamo, porteranno al ripristino e/o il rafforzamento dei presidi integrati delle forze dell’ordine presso le principali strutture Ospedaliere di Genova e della provincia – dichiarano Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Roberto Traverso, segretario generale Siap Genova- Oggi, l’unico presidio che resiste, seppur pesantemente ridimensionato, è quello presente presso l’Ospedale San Martino. In pochi anni abbiamo subito la chiusura del posto fisso di Polizia all’interno degli Ospedali Genovesi : Villa Scassi di Sampierdarena, il Galliera, il Gaslini ed infine l’Ospedale di Lavagna”.

Uil e Siap sostengono che una lotta efficace ai reati debba partire da un rapido inizio delle indagini attraverso la sicurezza preventiva. “È necessario investire in strumenti utili come i presidi ospedalieri – dichiarano Ghini e Traverso – Purtroppo negli ultimi vent’anni si è preferito eliminarli dal territorio, perdendo, così, la possibilità di valutare sul momento lesioni e traumi che spesso nascondono violenze ed abusi dovuti a reati anche più efferati”.

Uil e Siap chiedono alle istituzioni risposte concrete per utilizzare al meglio le modeste risorse messe a disposizione sul territorio nel comparto della sicurezza. “Vogliamo che venga rivalutato un modello di sicurezza efficace, capace di interagire con esigenze sociali primarie che devono essere garantite a tutti i cittadini”, concludono i segretari.