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Polemiche per risposta a commento razzista, Toti: “Era semplificazione da social, termine usato anche nei giornali”

Il governatore: "Ovvio che non fosse riferito a tutti gli stranieri ma solo a chi si comporta in modo indegno o si rende responsabile di un reato"

Genova. Nessuna scusa pubblica per non aver stigmatizzato i toni utilizzati dal cittadino che ha parlato di “bestie straniere”, ma alcune specificazioni da parte del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ai giornalisti che gli hanno chiesto di replicare alle polemiche.

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“E’ ovvio che il cittadino che ha parlato di ‘bestie straniere’ ha fatto una semplificazione da internet – ha detto Toti – così come può essere una semplificazione giornalistica. E’ ovvio che non si intendevano tutti gli stranieri ma a coloro che si comportano in modo illegittimo o si rendono colpevoli di reati. Sono espressioni che si usano in molti giornali, che usano molte persone laureate, e se lo fa che fa parte di una professione soggetta alla vigilanza deontologica, credo se lo possa permettere anche un signore che mi fa una domanda su Facebook”.

Non mi sembra il caso di specificare che tutti gli stranieri non sono bestie – ribadisce Toti – perché sarebbe un insulto all’intelligenza di tutti gli italiani. E’ ovvio che non tutti gli stranieri non sono bestie. La differenza è molto semplice: mentre le bestie italiane dobbiamo tenercele e magari fargli scontare una condanna nelle nostre galere, le bestie straniere forse potremmo anche rimandarli a casa con tanti grazie”.

Per quanto riguarda la risposta Toti ha chiarito che “ho ricordato al cittadino che sarei assolutamente d’accordo per espellere quegli stranieri che si macchiano di reati o semplicemente non si comportano come dovrebbero ma che non possiamo farlo noi ma dovrebbe farlo un ministero dell’interno o un ministero della giustizia che fanno parte del partito di chi oggi fa polemica”