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Occupazione al 73% dopo un anno: i numeri dei laureati in Liguria

Liguria. Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea presenta il XIX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al Convegno “Università e skill nella seconda fase della globalizzazione”.

I laureati nel 2016 della Regione Liguria coinvolti sono 5.948. Si tratta di 3.435 di primo livello, 1.527 magistrali biennali e 902 a ciclo unico; i restanti sono laureati pre-riforma o del corso non riformato in Scienze della Formazione primaria.

L’età media alla laurea è 26 anni per il complesso dei laureati, nello specifico 25 anni per i laureati di primo livello e 27,4 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Il 52% dei laureati terminano l’università in corso: in particolare sono il 51% tra i triennali e il 63% tra i magistrali biennali. Il voto medio di laurea è 102,5 su 110: 99,1 per i laureati di primo livello e 108,7 per i
magistrali biennali.

Per quanto riguarda il fattore occupazionale, l’indagine ha coinvolto 3.421 laureati triennali del 2015 contattati a un anno dal titolo (nel 2016). Dal momento che una quota consistente di laureati di primo livello, complessivamente il 53% prosegue il percorso formativo con la magistrale, vengono quindi fotografate le performance occupazionali di coloro che dopo la conquista del titolo hanno scelto di non proseguire gli studi e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.

Isolando quindi i laureati triennali della Regione Liguria che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (44%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo. Il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, anche quanti sono in formazione retribuita) è del 73%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 19%.

Il 28% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato (compreso quello a tutele crescenti), mentre il 17% svolge un’attività autonoma effettiva (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.). La retribuzione è in media di 1.101 euro mensili netti.

Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato (richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e utilizzo nel lavoro delle competenze apprese all’università)? Sono 62 laureati su cento, i quali considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono.