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Solidarietà

Music For Peace presenta il Che Festival 2017 e il progetto dell’ambulatorio popolare

In via Balleydier dal 1 all'11 giugno la kermesse a cui si partecipa portando generi di prima necessità. Quest'anno agli stand saranno impiegati richiedenti asilo ospitati dalle strutture genovesi

Genova. Un ambulatorio medico popolare, aperto alle famiglie in difficoltà economica sul territorio genovese, dove saranno distribuiti farmaci gratuitamente e dove i medici presteranno la loro opera a titolo di volontariato. E’ una delle novità annunciate dall’associazione Music For Peace di Genova in occasione della presentazione della settima edizione del Che Festival.

L’ambulatorio non è ancora ultimato, ma lo sarà presto, e sarà già visibile – nella sua ossatura – sulla terrazza all’aperto al primo piano della sede di via Balleydier, dove il Che Festival si svolgerà dal 1 all’11 giugno.

In mezzo all’elicoidale, come ogni anno, prenderà forma una città nella città, uno spazio dove si susseguiranno dibattiti, incontri, spettacoli dal vivo, laboratori per bambini, serate dedicate alla comicità, e ancora manifestazioni sportive, letture, e tanti stand di specialità locali e multietniche. Il biglietto d’ingresso? Non in denaro, ma in generi di prima necessità. Riso, zucchero, tonno in scatola, medicinali di base, prodotti per l’igiene personale e così via, che saranno raccolti e distribuiti dall’associazione sia sul territorio sia nelle missioni nel mondo, nei Paesi colpiti da guerre e occupazioni.

“Un modo per rendere consapevole chi viene al Festival – dice Stefano Rebora, presidente di Music For Peace – consapevole e partecipe della solidarietà. Noi preferiamo questo termine a quello di beneficienza”. Solidarietà che viene messa in pratica anche dagli artisti che si esibiscono sui tre palcoscenici di va Balleydier. “Non vengono pagati e non ricevono rimborsi spese – aggiunge – mettono a disposizione quello che possono offrire come fanno tutti coloro che entrano qui dentro”.

L’altra novità dell’edizione 2017 riguarda i migranti. “C’è venuta questa idea – continua Rebora – di creare una sorta di collaborazione con la cooperativa sociale Agorà e le strutture di accoglienza da essa gestite e quindi ogni stand avrà tra i suoi collaboratori anche un richiedente asilo. Tutti coloro che lavoreranno nella somministrazione di cibo e bevande hanno fatto il corso obbligatorio. La speranza è che magari il ragazzo possa essere tenuto dal titolare dello stand anche dopo la fine del festival. Ma d’altra parte questo processo è importante perché si possa smettere di parlare di noi e loro, è necessario portare avanti progetti concreti se si vuole attuare l’integrazione”.

L’accoglienza sarà il fil rouge dell’edizione 2017 del Che Festival. Il programma è ampissimo e sarà comunicato sia attraverso Facebook (Che Festival by Music For Peace), Twitter (@musicforpeacege) e i siti web www.creatividellanottemusicforpeace.org e www.chefestival.it.

Tra gli appuntamenti principali, l’11 giugno l’incontro con i genitori di Giulio Regeni, il 4 giugno la presentazione del libro “Il bambino che non voleva essere un lupo” con Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni e l’autrice Sabina Antonelli, il 5 giugno la tavola rotonda sulla “tratta degli esseri umani” con la vicepresidente della Camera dei Deputati Marina Sereni. L’8 giugno Medici Senza Frontiere racconterà il suo punto di vista sulla questione migranti.

Le risate. Non mancheranno. Oltre 50 i comici che aderiranno all’iniziativa. I Brucia Baracche, Zelig e Colorado, ma anche gli artisti del LabArt, il laboratorio di espressione libera nato all’interno di MFP grazie ad Andrea Bottesini e Carlo Denei. E poi ancora la satira live di Spinoza.it e Lercio LIve.

La musica – ospitata da due palchi su tre – vedrà nomi come L’orage, Vito e le orchestrine, Los Fastidios, i Fratelli di Soledad, il raggae dei Double Trouble, Sfera e Serenase e tanti altri ancora.

I numeri del Che Festival. 7 edizioni, 11 giorni di manifestazione, 144 ore ininterrotte di spettacoli e attività, 3 palchi, 1 campo sportivo, 3 piazze tematiche, 1 summer garden, 60 band, 568 musicisti, 56 comici, 52 dj, 32 associazioni onlus, 25 stand di artigianato, 30 stand gastronomici, 2 ristori veggy, 60 volontari coinvolti, 80.000 presenze dell’edizione passata.

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