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Da monastero a bunker tedesco, Genova riscopre l’abbazia di San Giuliano fotogallery

Una lunga storia, iniziata nel 1249

Genova. Una settimana di visite guidate, spettacoli musicali, ma anche una serata speciale in occasione della “notte dei musei”. L’abbazia di San Giuliano, il complesso monumentale affacciato su Corso Italia svela a genovesi e turisti alcuni dei suoi spazi inediti. Oggi l’anteprima dei primi lavori, che riguardano le opere interne a piano terra, oltre alla pavimentazione su corso Italia e che permettono di riscoprire un edificio che, nella sua lunga storia, iniziata nel 1249 è stato chiesa francescana, abbazia benedettina, ma anche bunker tedesco, sede della Croce Rossa e ricovero degli sfollati della seconda guerra mondiale.

Abbazia San giuliano

Oggi, quindi, la conclusione di un primo lotto dei lavori, in attesa del completamento del restauro. “Oggi abbiamo voluto condividere con i cittadini questo momento, che non è quello conclusivo – sottolinea Elisabetta Piccioni, segretario regionale Mibact – ma che segna comunque un passaggio molto significativo. Il piano terra, che è la parte più fruibile del complesso, è stato restaurato e ora dovranno seguire anche i lavori ai piani superiori, che permetteranno di restituire questa stupenda abbazia alla città di Genova”.

Resta, però, da capire la destinazione d’uso dell’edificio per il quale c’era l’ipotesi di trasformarlo in centro polifunzionale destinato, per la porzione monumentale a piano terra, a mostre ed esposizioni temporanee e, per i due piani superiori, a sede degli uffici del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova. Al vaglio del Ministero, pero, anche la proposta della Regione Liguria di trasformarlo nel Museo dei cantautori. “Noi pensiamo possa essere un progetto valido – spiega l’assessore regionale alla Cultura, Ilaria Cavo – ma l’idea, oltre alla parte espositiva ne prevede anche una formativa, per le professioni legate alla musica. Abbiamo avuto disponibilità dal Ministero a valutare il progetto. La scorsa settimana c’è stato un primo incontro tecnico ma, ovviamente, in caso di accoglimento, sarebbe necessario trovare una nuova collocazione ai Carabinieri ai quali era stata destinata una porzione dell’edificio”.