Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Genova, attentato incendiario al point della Lega Nord fotogallery

Trovato l'innesco, la scoperta questa mattina attorno alle 10. La solidarietà della politica cittadina

Più informazioni su

Genova. Attentato incendiario al point della Lega Nord, in via Fieschi, vicino ai giardini di Plastica, sede della segreteria provinciale e point elettorale del candidato in consiglio comunale Natale Gatto.

La scoperta questa mattina intorno alle 10. Sul posto anche l’assessore regionale Edoardo Rixi e il proprietario dei locali, arrivato subito dopo. Dalle prime ricostruzioni sembra probabile che il rogo sia stato appiccato questa mattina, dopo le 5.30 (fino a quell’ora è infatti sempre presente una guardia giurata). La porta è annerita, ma le fiamme non sono riuscite a propagarsi all’interno.

Sono state trovate tracce di un rudimentale ordigno, forse una sorta di molotov realizzata con una bottiglia di plastica. Ancora In zona sono presenti telecamere di video sorveglianza ma potrebbero non essere state orientate in direzione della porta del point. Sono intervenute Digos e Polizia Scientifica per i rilievi del caso.

Natale Gatto, questa mattina, era impegnato invece in campagna elettorale nella zona di Pontedecimo. Si è precipitato in via Fieschi, appena informato dell’accaduto: “Evidentemente diamo fastidio – denuncia – poco più di un mese fa al termine di un’assemblea a Ronco Scrivia ho preso la macchina e ho scoperto che non frenava. Poi dall’officina mi hanno detto che mi avevano tagliato il tubo dell’olio dei freni. E un mese prima mi hanno rigato la macchina”.

Intanto arrivano le prime attestazioni di solidarietà da parte di vari esponenti e gruppi politici. “Condanniamo con fermezza il grave gesto di violenza compiuto questa notte ai danni del point della Lega Nord. Si tratta di un episodio grave e vigliacco, di fronte al quale deve arrivare forte e unita la condanna di tutto il mondo politico” scrive Gianni Crivello, candidato sindaco del centrosinistra. “Alla Lega Nord, ai suoi iscritti e rappresentanti esprimiamo la nostra solidarietà – scrive la segreteria provinciale del Pd – il raid incendiario che questa notte ha colpito il point elettorale del partito è un gesto grave e pericoloso per la nostra società e democrazia. Ma siamo certi che le forze dell’ordine sapranno individuare presto i responsabili di questo episodio. Si tratta di un attacco vigliacco ai valori per i quali da sempre ci battiamo e che non smetteremo di difendere”. Anche il MoVimento 5 Stelle esprime solidarietà alla Lega Nord “per l’ignobile raid subito. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché spenga sul nascere tali rigurgiti antidemocratici assicurando i responsabili alla giustizia”.

Davide Rossi, vice segretario provinciale della Lega Nord punta il dito contro i centri sociali: “Si trovino questi “sfigati” e paghino duramente, Genova non ha bisogno di essere ostaggio di cretini del genere che non conoscono i valori della democrazia, persone da sempre protette e foraggiate dai partiti di Sinistra e dal Comune di Genova, non appena libereremo la città l’ 11 giugno non esisterà più nessun centro sociale”.

“Noi, candidate e candidati tutti di Chiamami Genova – scrivono dal quartier generale della lista civica – deprechiamo e condanniamo l’atto vandalico di questa notte. Finché Lega Nord rimarrà sotto l’ombrello della Costituzione, sarà la benvenuta a Genova. Auspichiamo, quindi, che le indagini delle Forze dell’ordine portino rapidamente a capire quali siano i responsabili di tale gesto. Rileviamo altresì che, anche in questo caso, diversi esponenti del partito non hanno perso occasione per minacciare la chiusura dei centri sociali; un mantra che, assieme all’ossessione verso i migranti, con ogni evidenza rimane l’unico vero punto del programma elettorale di questo partito. Cavalcare le paure a fini di consenso politico è un film che ha avuto molte repliche nella storia, e tutte le volte si è ripetuto il medesimo, drammatico, finale. I problemi di Genova sono altri, e i genovesi lo sanno”.