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Genova 2017, Ronzitti (Pcl): “Non vogliamo più essere il bancomat dei ricchi”

Genova. “Raccogliere le firme per la presentazione alle elezioni comunali del Partito Comunista dei Lavoratori fa capire di che entità sono i guasti creati negli ultimi trent’anni dalla politica che si definisce di sinistra. Nei quartieri popolari, quelli che più soffrono la fatica di vivere, che si barcamenano tra disoccupazione e pensioni al minimo di legge, dove le Istituzioni si sentono lontane e spesso nemiche, le persone parlano volentieri.Ti comunicano tutta la loro sfiducia nei confronti di chi si diceva dalla loro parte e invece li ha traditi e non ne vogliono più sapere di nessuna politica”. Lo dice Cinzia Ronzitti, candidata sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori.

“In questi quartieri dalla storia gloriosa, in tanti hanno virato verso la lega o a destra e ci sono anche i fascisti , non so se nuovi o vecchi,che si sentono sdoganati e dichiarano con tranquillità di essere di Forza Nuova. Qualcuno alza il braccio e dice ‘A Noi’. ‘Ma lo sa che è vietato?’ ‘Chi se ne frega lo rifaccio, A Noi!’. Credo che una riflessione ed un’assunzione di responsabilità da parte di chi ha portato la grande forza della classe lavoratrice a questo punto, sia d’obbligo, perché la colpa di questa situazione non è certo degli appartenenti a questa bistrattata e sfruttata classe, ma di chi, togliendo loro ogni fiducia ed ogni speranza, li ha portati a spingersi verso destra”, prosegue.

“Il mio partito non si arrende, non si nasconde, dice con orgoglio cosa vuole e per cosa combatte. Lavora per ricostruire solidarietà e coscienza di classe , per ridare una prospettiva a tutti gli sfruttati , perché questo siamo noi, appartenenti a questa classe, indipendentemente dalla nazionalità e dal colore della pelle. Dico noi perché questo sono anch’io, una lavoratrice del commercio con poche possibilità di apparire in Tv o sui giornali, ma con un grande sogno di giustizia sociale. Il mio partito non vende illusioni,non promette l’impossibile,perché nelle istituzioni le nostre voci saranno sempre minoranza rispetto a chi ci schiaccia. Non basta il voto per cambiare le cose, ci vuole la volontà e la forza dei lavoratori e di tutta la classe proletaria che rialza la testa e lotta per rivendicare i suoi diritti e con un’unica voce grida “Non vogliamo più essere il bancomat dei ricchi”, termina Ronzitti.