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Genova 2017, Cristina Lodi: “Politiche su misura per ogni municipio. Ripartire dall’analisi dei bisogni”

Le prime cose da fare? "La riorganizzazione delle società partecipate, ma serve una maggioranza vera per sostenere le scelte"

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Genova. Un’interlocuzione nuova con i Municipi e insieme un’analisi dei bisogni degli stessi e dei cittadini che li abitano. E’ incentrata sui quartieri la campagna elettorale di Cristina Lodi, consigliera Pd ed ex presidente della commissione Welfare di palazzo Tursi, intenzionata a proseguire il lavoro fatto in sala rossa in questi cinque anni. “Dobbiamo rilanciare un’idea di città nel suo complesso – dice Lodi – perché si parla sempre di centro e di periferie, ma Genova è una città fatta di quartieri, ognuno con la sua realtà e le sue caratteristiche e vorrei che le politiche, da quelle sociali a quelle turistiche ed economiche, fossero più targhettizzate, disegnate su misura in base alle esigenze dei singoli territori”.

Il primo passaggio indispensabile in questo senso è “l’analisi dei bisogni dei diversi quartieri perché ci sono municipi dove è più stringente il problema della povertà, altri dove il problema principale è la sicurezza e via così. Certo è che non si possono dare ai municipi nuove responsabilità senza strumenti e soprattutto risorse – spiega la consigliera uscente – gli strumenti si possono trovare con una riorganizzazione della macchina comunale per far sì che nei quartieri tornino ad esserci i vigili urbani, gli operatori e i servizi come l’anagrafe. Le risorse? Si trovano con una ridefinizione della spesa complessiva ma si possono anche reperire all’esterno dopo un’attenta analisi dei bisogni e soprattutto avendo una vera vision della città e dei suoi problemi”.

Una vision che non va limitata ai grandi temi, ma a tutti gli aspetti di cura della città: “Penso per esempio agli arredi urbani – spiega Lodi – che se sono molto curati in centro mentre nei municipi sono lasciati soprattutto all’autonomia dei singoli. Credo che anche in questo caso serva una vision per evitare che un territorio appaia più abbandonato dell’altro”.

Quali sono le prime cose di cui dovrà a occuparsi il nuovo sindaco? “Certamente la situazione più urgente è quella relativa ad Amiu-Iren, ma occorre che la nuova amministrazione riprenda in mano il tema della riorganizzazione delle partecipate nel loro complesso, il che significa tenere insieme le esigenze dei lavoratori di queste aziende e dei cittadini che pagano le tasse e chiedono servizi efficienti. Su questo tema in questi anni non c’è stata una vera assunzione di responsabilità e credo il Comune con coraggio e con una maggioranza vera debba prendere delle decisivi e avere la forza politica per sostenerle, qualunque esse siano”.