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Fincantieri, accordo sul trasferimento della meccanica a Riva: “Prevista crescita occupazionale”

Genova. In un mercato sempre più competitivo che richiede un sempre maggiore efficientamento dei processi, al fine di addivenire ad un’ottimizzazione ed al conseguimento di un livello di competitività in linea con le richieste del mercato, Fim, Fiom e Uilm hanno raggiunto ieri un’intesa con la direzione della Divisione Militare per il trasferimento della Divisione Sistema e Componenti a partire dal 1 giugno a Riva Trigoso.

“Dopo innumerevoli discussioni siamo riusciti a individuare un percorso che ha portato ad un abbattimento del 20% su 71 risorse da trasferire. Inoltre abbiamo stabilito un criterio di fungibilità che consente la possibilità, a fronte di assunzioni che potrebbero verificarsi nella sede di Via Cipro, di un possibile ritorno di alcune risorse nella stessa sede. Infine abbiamo costruito un articolato salariale che va incontro alle aspettative dei lavoratori con tempistiche diverse. Una prima fase dà ai lavoratori una tantum di 3.100 euro lordi per 18 mesi erogabili dal mese successivo al trasferimento e una seconda fase a regime di 220 euro lordi mensili a partire dal 1 gennaio 2019”, spiega Antonio Apa, segretario Uilm Genova.

“Abbiamo ricercato l’intesa in quanto siamo dell’avviso che la concentrazione di risorse presso un unico sito assicura non solo il miglioramento del processo ma valorizzerà e ottimizzerà la Divisione Sistemi e Componenti nell’ambito del sito di Riva Trigoso. Inoltre ci è stato assicurato da parte della Direzione Divisione Militare nessun smembramento della stessa e al contempo c’è stato ribadito che la Divisione Sistemi e Componenti è un asset industriale di fondamentale importanza del Gruppo. Nell’ambito di questo scenario l’azienda ci ha comunicato, al fine di sviluppare l’importante carico di lavoro acquisito (vedi Legge Navale e commesse del Qatar), di ricorrere all’assunzione di alcune figure con competenze tecniche specifiche nella sede direzionale di via Cipro. La Uilm ritiene di aver raggiunto un buon accordo che va nella direzione di ottimizzare le scelte industriali raccordandole agli aspetti normativi legati alle esigenze dei lavoratori”, termina Apa.