Falsi o autentici? E' scontro sui Modigliani esposti a Palazzo Ducale - Genova 24
Lo scontro

Falsi o autentici? E’ scontro sui Modigliani esposti a Palazzo Ducale

Secondo il critico Carlo Pepi sarebbero almeno 13 le opere dubbie. Mentre Palazzo Ducale minaccia le vie legali

modigliani

Genova. “Cariatide rossa”, “Gli sposi”, “Chaim Soutine”, “Nudo disteso”, il disegno “Ritratto di Moise Kisling”. Tutte opere in mostra a Palazzo Ducale e, benché “platealmente false”, attribuite ad Amedeo Modigliani. E’ il giudizio di Carlo Pepi, critico d’arte e grande esperto dell’artista livornese. E poi ancora “L’atelier di Moise Kisling”, “attribuito a lui ed erroneamente a Modigliani”, così come analoga contestazione viene mossa alle opere “Testa di donna”, il “Ritratto femminile” e il “Ritratto di Maria”.

“Stanno tutti zitti, tutti buoni. Ma la mostra su Modigliani a Genova andrebbe rivista perché secondo me ci sono almeno 13 opere dubbie. Inoltre tre dipinti a doppia firma sono male attribuiti, oltre che all’autore Kisling anche a Modigliani, che invece non c’entra nulla se non per esservi riprodotte delle sue opere. Perché i grossi espertoni continuano a non intervenire?”.

Un giudizio pesante, visto che nel 1984 Pepi fu l’unico a non credere all’autenticità delle tre famose teste ritrovate nei fossi di Livorno e che infatti risultarono poi una burla diventata celebre. “Non è difficile accorgersi che ci sono diversi falsi in quella mostra di Genova. Mi è bastato vedere il catalogo e me ne sono accorto”.

“Affermazioni infondate, strumentali e pretestuose”. Rudy Chiappini, critico e storico dell’arte, membro del Comitato di direzione della mostra replica invece così. “Non conosco Carlo Pepi, che pure viene definito un grande esperto di Modigliani e non mi risultano sue pubblicazioni scientifiche e mostre curate sul grande livornese. So solo che ha avuto divergenze su alcune opere con gli Archivi e vedo che basa il suo giudizio su semplici intuizioni tutte sue, fatte oltretutto basandosi sulla riproduzione in catalogo. Parla di falsi ma poi ammorbidisce il tono e invita alla verifica”. Insomma, le accuse mosse dal toscano “sono assolutamente infondate e anche strumentali – ha concluso Chiappini – visto che escono a due mesi dall’inaugurazione della mostra e direi anche nell’imminenza delle elezioni. Tutte le opere esposte sono originali e le accuse pretestuose e infondate. Quindi ci sarebbero tutti i termini della querela e anche di una richiesta
da parte degli organizzatori di risarcimento per danno di immagine”. Cosa che Palazzo Ducale e MondoMostre Skira, si legge in una nota, si riservano di fare.

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