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Il degrado “abbassa” le saracinesche: ogni giorno 3 negozi chiusi in Liguria

Una chiusura su tutte quella di Palma in Via San Luca

Genova. In Liguria ogni giorno spariscono tre negozi e sono, principalmente, botteghe di vicinato, quelle che più di altre rappresentano il legante sociale delle comunità. E la colpa non è solamente della crisi economica o, come si dice spesso, del prevalere della grande distribuzione, ma anche, sopratutto a Genova, del degrado che subiscono alcune aree della città.

A lanciare l’allarme Confesercenti che, dopo le ultime notizie di chiusure storiche, una su tutte quella di Palma in Via San Luca, nel cuore di Genova, chiede alla politica di intervenire a sostegno delle attività commerciali che ancora resistono. “Confrontando i dati delle del saldo tra aperture e chiusure del 2016, in Liguria – spiega il direttore di Confesercenti, Andrea Dameri – abbiamo un saldo di meno 1000 esercizi di vicinato, quindi ne spariscono tre al giorno”.

Una situazione dovuta a molteplici fattori: “Uno è certamente quello della della crisi economica, dei pochi soldi che circolano- spiega – l’altro è la presenza, sempre più massiccia di grande distribuzione, ma il terzo elemento e’ anche che alcune aree della nostra città stanno subendo, in termini di decoro, di pulizia e di sicurezza, un degrado forte e quindi da questo punto di vista vengono messe a rischio anche le attività economiche”.

Da qui la richiesta alla politica di attivarsi attraverso misure per aiutare le attività commerciali a resistere in aree complesse di Genova. Sgravi fiscali ma non solo. “Ci sono tanti strumenti che possono essere attivati ma il primo – conclude Dameri – è quello di un’azione amministrativa incisiva in termini di decoro pulizia e controllo. Azione che deve essere unità all’uso dello strumento dei patti d’area che permettono di governare le nuove aperture evitando l’insediamento di esercizi che possano portare degrado nelle nostre città”.