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Dal programma al pentagramma: il dibattito fra i candidati sindaco è sulla musica a Genova

Organizzato dal Mig nella sala polivalente di Sarzano, saranno presentati alcuni dati relativi al business a sette note

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Genova. Sicuramente ci sarà chi affermerà che “i problemi di Genova sono altri”, e magari è pure vero. Però “rischia” di rivelarsi interessante l’appuntamento di domani sera, mercoledì 31 maggio, alle 21 nella sala polivalente del complesso di San Salvatore in Sarzano.

“La Musica a Genova – Diamo i numeri!”, sarà incontro organizzato da Mig, musicisti indipendenti genovesi, con tutti i candidati sindaco che hanno aderito: Marco Bucci, Marika Cassimatis, Gianni Crivello, Arcangelo Merella, Marco Mori, Luca Pirondini, Paolo Putti, Cinzia Ronzitti. “Un incontro, dati alla mano, per dimostrare che la musica è arte ma anche economia – spiegano gli organizzatori – in queste ultime settimane abbiamo inviato un modulo a moltissimi organizzatori d’eventi, musicisti e associazioni genovesi. Le risposte ci hanno permesso di raccogliere informazioni allo scopo di fotografare nella maniera più completa possibile la situazione dell’economia culturale relativa alla musica a Genova”.

Il lavoro statistico che sarà presentato servirà a dimostrare in maniera evidente quanto questo settore sia strategico, non solo in relazione a dei semplici finanziamenti. Perché per far sì che in una città si possano organizzare concerti, festival o appuntamenti musicali di vario genere, calibro, capienza e importanza è necessario avere gli spazi adeguati, gli investitori (anche privati, adeguati) e un’amministrazione pubblica che non mette i bastoni fra le ruote.

Mig è un gruppo di lavoro: il loro obbiettivo è la rinascita di un polo musicale importante nella città di Genova, non limitata alla semplice promozione delle realtà musicali già presenti sul territorio, ma a rendere nuovamente la città un centro d’interesse culturale per tutto il territorio nazionale.

Il collettivo è impegnato da tempo a Individuare spazi del Comune inutilizzati e “gratuiti” che possano essere “risvegliati” e gestiti in modo continuativo per dar vita a programmazioni stabili, dove ospitare realtà musicali cittadine e nazionali tramite uno scambio culturale con altre città o circuiti, elemento fondamentale e vitale per far comprendere all’esterno che Genova è in fase di rinascita dal punto di vista musicale. Ma anche a sensibilizzare l’opinione pubblica e a trovare finanziamenti attraverso Bandi Europei ed altre forme di sovvenzioni per realizzare eventi di rilievo a Genova. Magari non come quando i Beatles arrivarono al Palasport, ma comunque per restituire alla musica lo spazio che si merita in una città che con le note ci ha sempre saputo fare.