Chiamami Genova, ecco la lista, Putti: "Arriveremo al ballottaggio" - Genova 24
Genova2017

Chiamami Genova, ecco la lista, Putti: “Arriveremo al ballottaggio”

In lista tanti esponenti di comitati e associazioni, c'è anche la nipote di don Gallo.

Genova. Parte dal mercato orientale la sfida del quarto polo di Paolo Putti ed è il candidato sindaco, nel giorno della presentazione della lista per il Comune, a spiegare perché:  “Questo luogo – dice – è storicamente riconosciuto come importante, di ricchezza e diversità perché ci sono prodotti da tutte le parti del mondo e da Genova”.

“I mercati rionali sono luoghi che erano vivi sia in centro che nelle periferie – spiega ancora – e che oggi sono in grandissima difficoltà. Il Mercato Orientale si sta rimettendo in corso grazie alla caparbietà dei suoi operatori e l’interesse dell’amministrazione. Vorremmo che questo accadesse anche Genova, grazie al contributo dei cittadini che hanno voglia di mettersi in campo”. Quella di Putti sarà “un’avventura davvero civica – spiega il candidato – con persone che provengono da diverse esperienze associative, politiche e liberi cittadini che hanno voglia di costruire assieme un progetto per la città. In generale, non amiamo le scommesse, ma questa è una scommessa che vuole dare valore a risorse umane che la città ha”.

Per la lista gialloblu “Chiamami Genova”, paritariamente composta da 20 uomini e 20 donne, niente personaggi politici di rilievo nazionale – Luca Pastorino, deputato di Possibile, si confonde tra il pubblico e non prende parola – ma tanti nomi di legati a percorsi civici oltre che provenienti da precedenti percorsi politici. Tra loro ci sono gli ex consiglieri comunali Stefano De Pietro, Mauro Muscarà, Clizia Nicolella, Lucio Padovani, Gianpaolo Malatesta e Gian Pastorino, c’è Cristina Camisasso ex M5S e candidata a sostegno di Marika Cassimatis nel voto delle comunarie. C’è Antonella Marras del comitato spontaneo cittadini Borzoli Fegino, Davide Ghiglione attivista no tav e segretario provinciale di Rifondazione, Angelo Spanò dei Verdi, Simohamed Kaabour, già candidato sindaco con Fratelli e Fratellastri. C’è Gianmarco Veruggio, ricercatore del Cnr e Sara Gallo, studentessa e nipote di don Andrea Gallo, la portavoce dei ‘comitati scuola’ Tania Simionato e del comitato ‘Bosco Pelato’ Luca Motosso.

Per la lista dei municipi ci vuole ancora tempo: “Vorremmo dare garanzie ai cittadini e vogliamo essere partecipativi, per cui abbiamo i tempi un po’ più lunghi degli altri. E’ giusto che chi vuole partecipare a questa sfida ci misuri ma anche che noi abbiamo il tempo di misurare chi vuole unirsi”.

Per raccontare “Chiamami Genova” l’ex candidato sindaco del M5S, che arrivò a un passo dal ballottaggio nel 2012, invoca la “Carta dei valori” condivisa da tutti i candidati e “stampata da una ditta genovese giovane in modo ecologico perché noi sosteniamo le imprese locali e vogliamo essere coerenti fin dall’inizio”. Il programma definitivo non è ancora pronto, ma al momento ci sono solo 20 spunti messi insieme dopo un primo giro sul territorio. “E’ difficile dare una ricetta precisa – sostiene Putti – perché se no facciamo i venditori di slogan e di fumo, come tanti rischiano fare in politica. Abbiamo delle direzioni interessanti e alcuni grandi e piccole idee”. Tra i promotori della lista, in prima fila alla presentazione, ma non candidati in Comune, si vedono anche il deputato di Possibile, Luca Pastorino, il consigliere regionale di Rete a Sinistra, Gianni Pastorino, l’ex assessore alle Politiche della casa della giunta Vincenzi, Bruno Pastorino, l’ex Pd Michela Tassistro e l’ormai uscente consigliera comunale di Effetto Genova ed ex M5S, Emanuela Burlando.

“La nostra lista – spiega Putti a margine della conferenza – vuole porsi anche come argine per i diritti e l’equità sociale perché altri – dice riferendosi in particolare al candidato del centro destra Marco Bucci – stanno basando il loro programma sulla paura e sulla percezione della sicurezza”.

“Sono convinto di poter fare meglio dell’ultima competizione elettorale perché il simbolo del M5s ormai è diventato una zavorra, sono più libero rispetto a prima. Arriveremo noi al ballottaggio, poi sarà un problema per gli altri scegliere chi appoggiare” dice convinto Putti che rispetto alla fine della sua esperienza come M5S non ha rimpianti: “Non chiedo di rinnegare le esperienze del passato e non ho rimpianti, chiedo solo di guardare alle cose concrete. Molte persone sono qua perché credono si possa costruire un progetto diverso per la città rispetto a quello che hanno provato a portare partiti e movimenti”. Infine, ammette di voler “recuperare alcune cose interessanti che avevamo portato avanti allora, ma tutto quello che si era aggiunto dopo era diventato un peso che non mi faceva essere veramente utile ai miei cittadini ed è stato quindi giusto abbandonare il Movimento”.

A chi gli domanda se il suo modello sia il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che ha intrapreso un percorso di lista civica in vista delle elezioni di giugno, Putti dice: “Con Federico ho avuto un dialogo costante in questi anni quando eravamo entrambi nel movimento. Io sono uno che sa di non sapere tutto, so di dover imparare e ho bisogno di realtà e persone che mi insegnino cose: Federico è una persona che può insegnarmi qualcosa”.