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Centro storico, candidati tutti d’accordo: “Pulizia, illuminazione, sicurezza e rilancio del commercio”

Dibattito alla Claque sui progetti di rilancio

Genova. Ci sono tutti i candidati o quasi i candidati sindaco ad eccezione di Cinzia Ronzitti e di Marco Mori (che ha però mandato un sostituto) al dibattito organizzato alla Claque sul centro storico genovese.

E le ricette per il rilancio sono molto simili. Cominci Marco Bucci che parla di “identificare una rete di circa 25-30 carruggi e su questi applicare regole di base: sicurezza su tutto, pulizia assoluta, lavaggio strade, illuminazione completa perché il buono attira l’illegalità”. E poi: “Sconti fiscali per il suolo pubblico, tari e tasi per chi vuole aprire in conto storico”. Nella sua idea di centro storico parte della ‘Genova meravigliosa” Bucci mette anche “un campus universitario tra via Pré e via Balbi”.

Se Marika Cassimatis spiega di “non avere un progetto definito perché il nostro metodo su tutti i temi è quello partecipato per cui convocheremo un tavolo con tutti i soggetti”, Crivello parla della necessità di “valorizzare alcune via, come canneto il lungo, Giustiniani, san Bernardo, via pré, sottoripa”. “Serve poi – dice Crivello – una riflessione seria su piazza Sarzano e piazza Caricamento, il collegamento con la loggia di Banchi. Occorre favorire le residenze studentesche, serve un progetto sull’illuminazione e per il rilancio commerciale. A livello di giunta credo che vada rafforzata una delega sul centro storico che deve collocarsi in un concetto di museo diffuso”.

Merella punta tutto sulla legalità: “Le parole chiave sono ordine, legalità e pulizia. Serve una maggior presenza delle forze dell’ordine nonostante questo Questore stia facendo molto meglio dei suoi predecessori. Al di là dell’intransigenza verso chi commette reati occorre pretendere più legalità, dalla movida alla auto parcheggiate senza regole”. Il candidato del M5S Luca Pirondini torna ad attaccare l’ordinanza “che deve essere sostituita dall’idea iniziale di un regolamento condiviso tra commercianti e residenti”.

Pirondini poi rilancia l’idea, già presentata insieme al programma del “trasferimento di Ingegneria all’Hennebique”.
Putti parla del centro storico come narrazione e racconto: “Dobbiamo far si che sia lo scenario di una narrazione che sappia raccontare la quotidianità e sappia raccontarsi nelle quotidianità, altrimenti rischia di diventare una narrazione di serrande chiuse”.