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Tra 30 anni più plastica che pesci, ecco il mostro che “uccide” il nostro mare

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Genova. Pesca illegale ed eccessiva, petrolio, veleni di ogni tipo riversati ogni giorno nel mare, ma non finisce qui, c’è un “Mostro”, apparentemente inarrestabile e indistruttibile, che si insinua, addirittura, nella catena alimentare dell’uomo: la plastica; forma di inquinamento ambientale molto grave, tutt’oggi ancora poco studiata e soprattutto poco regolamentata a livello normativo.

mare plastica

Ogni anno nel mondo vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica e si stima che nel 2050 diventeranno 400. Su questo scenario, si innesta uno studio presentato durante il “World Economic Forum”, che prevede che per il 2050 ci saranno più plastiche che pesci in mare. Secondo alcune ricerche, oltre il 10% di plastica prodotta viene gettato in mare, andando ad alimentare il “Mostro”. Anche se a destare più clamore sono i rifiuti di maggiori dimensioni, in realtà i frammenti più piccoli e, apparentemente, insignificanti sono quelli più nocivi e pericolosi.

Gli impianti di trattamento e depurazione delle acque non sono in grado di intrappolarli e quindi arrivano direttamente in mare, dove vengono scambiati per cibo da diverse specie.

Quali sono le ripercussioni sulla salute umana? Le microplastiche, partendo dal plancton, entrano nella catena alimentare e finiscono all’uomo ultimo consumatore; quanto ne potrà sopportare il nostro corpo?
Per questo motivo il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera ha deciso di supportare l’Associazione Marevivo, ben nota per le varie iniziative che ogni anno organizza in difesa del mare e degli arenili, che quest’anno ha avviato una campagna di sensibilizzazione sul problema della presenza di “microplastiche” in mare.

Come già avvenuto in altre grandi città di mare, anche qui a Genova l’Associazione Marevivo ha richiesto la collaborazione della Capitaneria di porto per organizzare un Convegno ed una Mostra fotografica sulla tematica ambientale, entrambi dal titolo molto evocativo di “Mare Mostro”, che vedrà la partecipazione dei principali soggetti pubblici e privati sensibili al tema.

Il Convegno ha visto come relatori, oltre ai dirigenti della stessa Associazione Marevivo e ad alcuni docenti universitari e ricercatori dell’Arpal e dell’Acquario di Genova, anche il coinvolgimento di quelle istituzioni, imprese ed enti che, invece, riescono a fare della plastica una risorsa, riciclandone i relativi prodotti e scarti, davanti ad un platea composta da Istituzioni, studenti, imprese balneari, imprese da pesca, imprese di Diving, quali principali fruitori della risorsa mare. A supportare l’intera campagna la mostra “Mare mostro: un mare di plastica?”, che si potrà visitare all’ingresso della sala, nata sulla scorta dello studio realizzato dalla Blue Factory di Marevivo e composta da giovani ricercatori, coordinati dal professore dell’Università “La Sapienza” Giandomenico Ardizzone.