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Intese

Una vetrina digitale per gli immobili pubblici inutilizzati, accordo tra Regione e Demanio

Nell'elenco, però, alcune strutture già destinate a progetti da Comune e Città metropolitana. Via i profughi dall'ex clinica chirurgica del San Martino, arriva un campus per studenti da 300 posti

Genova. Ci sono la sede dell’ex magistero, dove oggi si trova il centro sociale LaBuridda, l’ex ospedale San Raffaele di Coronata, per cui Comune e Curia hanno firmato un accordo, 7 giorni fa, per collocarvi attività sociali e un ambulatorio medico, e ancora la caserma dei Vigili del Fuoco di Chiavari (per cui non si è mai parlato di un trasloco).

Così nell’elenco dei 45 (finora) immobili pubblici liguri, oggi sottoutilizzati, e che invece potrebbero essere valorizzati e razionalizzati secondo Regione Liguria e Demanio che questa mattina hanno firmato un protocollo d’intesa.

La lista degli immobili – un complesso di ville, ex caserme e case cantoniere con un valore stimato di 135 milioni di euro – “sarà inserita su una nuova piattaforma informatica che la Regione sta costruendo – spiega l’assessore regionale al Demanio Marco Scajola – in modo che privati o istituzioni possano dare un contributo propositivo”. Certo, prima di metterli a disposizione, sarebbe stato opportuno verificare che non fossero già interessati da progetti, o occupati, come nel caso della caserma dei pompieri di Chiavari.

“Lavoriamo insieme per valorizzare i beni dello Stato – sottolinea Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio – la vetrina permanente degli immobili con i dati catastali aggiornati sarà a disposizione di tutti, l’intesa prevede già 12 milioni di euro di investimenti per riqualificare l’ex clinica chirurgica”. “Si tratta di un gigantesco patrimonio di grande pregio ma spesso sottoutilizzato – afferma il governatore ligure Giovanni Toti – l’accordo va nella direzione giusta: valorizzare o mettere sul mercato gli immobili pubblici”.

Un percorso che il Comune di Genova ha già iniziato da tempo. “Dopo la caserma Gavoglio, i forti e la Casa del Soldato di Sturla – commenta il sindaco Marco Doria – continua il lavoro di valorizzazione dei beni demaniali a Genova”.

In concomitanza del protocollo d’intesa è stato firmato un altro importante accordo: quello per la riconversione dell’ex clinica chirurgica all’interno dell’ospedale San Martino. In questo caso gli attori, oltre a Regione e Demanio, erano anche Università di Genova e Comune.

La struttura di Largo Benzi, dove oggi sono ospitati 90 migranti (e, nei mesi invernali, alcuni senzatetto) diventerà un a residenza universitaria da oltre 300 posti letto. “L’ex clinica passerà all’agenzia Alfa della Regione Liguria per 19 anni – spiega l’assessore Ilaria Cavo – per partecipare al bando del Miur relativo ai fondi per le nuove residenze universitarie”. “Un’intesa
importantissima per il futuro dell’Ateneo, – rimarca il rettore dell’Università di Genova Paolo Comanducci – la velocità dei tempi dell’intesa, meno di un’ora nel nostro cda, è stata un miracolo”. I posti letto che potranno essere realizzati all’interno dell’edificio permetteranno all’ateneo di rispondere a tutte le circa 1500 domande di posti letto.

La ex clinica chirurgica, di proprietà dell’Agenzia del Demanio e del Comune di Genova, era stata consegnata in uso all’Università nel 1947 e dismesso negli ultimi anni, con il trasferimento di tutte le attività all’interno della cinta ospedaliera. Per la rifunzionalizzazione della palazzina serviranno oltre 12 milioni di euro. E’ questa la cifra che viene chiesta al Ministero dell’Istruzione, nell’ambito di un bando che prevede un cofinanziamento pari al 50% di Regione, rappresentato in questo caso dal valore dell’immobile che supera i 12 milioni di euro.