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Sembrano abbandonati, ma non lo sono: “Non toccate i cuccioli o li condannerete a morte” foto

Liguria. “Tra poche settimane mamma capriolo (ma anche mamma daino e lepre) comincerà a ‘parcheggiare’ il suo piccolo nei prati dell’entroterra in mezzo all’erba ed agli arbusti; mentre lei si allontanerà per mangiare lui, favorito dal mantello mimetico e senza alcun odore, starà immobile in attesa del suo ritorno. Se nelle vostre passeggiate primaverili intravvedete un cucciolo di capriolo, daino o lepre nell’erba, non avvicinatevi, non toccatelo e, soprattutto, non portatelo via nell’errata convinzione che sia abbandonato, perché non è vero; se proprio avete qualche dubbio telefonateci e vi daremo tute le informazioni ed istruzioni su come comportarvi”. E’ l’appello lanciato dalla Protezione Animali savonese, ma vale per tutte le zone della Liguria.

“Prelevare un cucciolo di capriolo, daino o lepre – spiegano dall’Enpa – è non solo una violazione della legge a loro tutela ma vuol dire condannarlo ad una vita di prigionia e spesso ad una morte precoce, perché perde gli anticorpi ed il bagaglio di informazioni e comportamenti essenziali alla sopravvivenza in natura che solo la madre può dargli; e affidato ad una struttura di recupero, malgrado ogni cautela nell’allattamento artificiale e nella custodia, difficilmente riesce a diventare autosufficiente ed indipendente per essere poi rimesso in libertà”.

“Ma vi sono anche giovani di altre specie selvatiche che sembrano abbandonati dai genitori ma non lo sono – proseguono gli animalisti – sono i piccoli di gabbiano, merlo e cornacchia, che scendono, non si sa perché, dai nidi prima ancora di saper volare ed i genitori li accudiscono a terra portandogli da mangiare e proteggendoli come possono. Eguale comportamento avventuroso hanno spesso i piccoli di cinghiale; se quindi gli animaletti non sono feriti e si trovano in un ambiente naturale, occorre non toccarli e lasciarli dove si trovano. Diversa è la situazione se si trovano – accade sempre più spesso – in zone urbane con il pericolo di essere vittime del traffico o di cani e gatti; ma solo dopo aver accertato l’effettivo pericolo, si possono recuperare. In tutti i casi è meglio consultarsi con chi è più esperto”.

Per questo è sempre indispensabile contattare l’Enpa, che soccorre la fauna selvatica su autorizzazione della Regione Liguria. Nel caso di Genova, il numero di telefono è  010 721 2178. La Protezione Animali ricorda infine che il prelievo non autorizzato di fauna selvatica (ma anche il solo possesso) è un illecito penale sanzionato con un’ammenda sino a 1.500 euro di competenza del tribunale.