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San Benigno, nessun retrofront dalla Prefettura: entro agosto arrivano 120 profughi

Questo l'esito dell'incontro tra Fiamma Spena e i capigruppo del Municipio Centro Ovest, prima del "consiglio in piazza" organizzato per protesta

Genova. “Siamo soddisfatti e non siamo soddisfatti affatto”, Franco Marenco, presidente del municipio Centro Ovest, riassume in poche parole l’esito dell’incontro tra i capogruppo dell’ente e il prefetto di Genova Fiamma Spena.

Protesta contro i profughi a San Benigno

L’incontro pochi minuti prima che si desse il via al consiglio municipale organizzato in largo Lanfranco, proprio sotto il palazzo della Prefettura, per dire no alla realizzazione di un centro di accoglienza straordinario per migranti all’interno dell’ex bocciodromo di San Benigno, a pochi passi dalla Lanterna.

Entro agosto la prefettura dovrà spostare dalla Fiera di Genova – dove sarà allestito il Salone Nautico – i profughi ospitati nel padiglione D. 120 fra loro saranno trasferiti proprio nella struttura a San Benigno, dove sono in corso, ormai da maggio, i lavori di ristrutturazione.

Poco più di un centinaio di persone hanno preso parte alla manifestazione di oggi pomeriggio, organizzata dai partiti in maniera bipartisan. Marenco ha spiegato che la prefettura ha confermato l’operazione San Benigno ma che – ed ecco il bicchiere mezzo pieno – sarà aperto un tavolo di confronto interistituzionale per provare a gestire in maniera condivisa la gestione dell’ospitalità e le tempistiche.

“Di fatto non ci hanno dato spazi di manovra – attacca Davide Rossi, capogruppo Lega Nord in consiglio municipale Centro Ovest – i migranti arriveranno, e arriveranno in un luogo del tutto inadatto”. “Sono troppi e sono ingestibili – aggiunge Lucia Gaglianese, Forza Italia – il prefetto ci ha detto che sono obbligati a portarli all’ex bocciodromo perché è l’unica struttura demaniale disponibile sul territorio, ma allora cosa significa? Che se ce ne fossero altre, sempre a Sampierdarena, dovremmo accollarci altri profughi?”.

Interrogativi e critiche emerse anche tra i cittadini presenti al consiglio in piazza. Maurizia Carrero è titolare di un’azienda, la Eurorent, proprio accanto al futuro centro di accoglienza. “E’ un quartiere degradato – spiega – di notte è in preda alla prostituzione, allo spaccio, ci sono disperati che dormono nelle auto e nei furgoni, e non abbiamo mai potuto contare su un presidio delle forze dell’ordine. E temiamo che scattino tensioni tra i migranti e gli immigrati già presenti nella zona, perché abbiamo avuto avvisaglie chiare”.

Per i lavori, il Viminale, ha stanziato 450 mila euro. 40 sono già stati impegnati per le opere di demolizione. La fine dei lavori è prevista per il 31 maggio e l’assegnazione della struttura tramite gara entro la fine di giugno.