Salvini al Cap, il presidente del circolo si difende: “Ospitiamo tutti tranne i fascisti" - Genova 24
La polemica

Salvini al Cap, il presidente del circolo si difende: “Ospitiamo tutti tranne i fascisti”

Oliva, dispiaciuto per le polemiche, si assume la responsabilità: "Non sarebbe stato giusto dire no, ma non dateci dei leghisti”.

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Genova. Venerdì 28 e sabato 29 aprile il circolo Cap di via Albertazzi ospiterà il torneo di calcio ‘Ciao Edo’ organizzato dal centro sociale Zapata. Meno di 24 ore dopo, domenica 30 aprile, avrà come ospite Matteo Salvini che insieme alla Lega e a tutto il centrodestra ha scelto il Cap di via Albertazzi per un convegno in tema di lavoro. La notizia, anticipata questa mattina da Genova24, è di quelle che sotto la Lanterna creano quantomeno mugugno.

Il presidente del circolo, Danilo Oliva, 80 anni tra due mesi, una storia e un presente da uomo di sinistra (con la Cgil soprattutto come responsabile regionale per i porti, ma anche nel Pci e nel Pds poi), mostra fiero le targhe delle precedenti edizioni del torneo organizzato dal centro sociale: “Venerdì arriverà la sesta targa” dice ma da questa mattina, quando la notizia del convegno del Carroccio con tanto di leader è cominciata a circolare, riceve telefonate di sdegno se non di rabbia.

Per questo ci tiene a spiegare, a chiarire come stanno le cose. E precisa di essere tra quelli che nel direttivo composto da 21 persone, ha detto sì alla richiesta della sala arrivata dalla Lega Nord: “Quando abbiamo votato per aprire il circolo all’esterno – spiega – abbiamo posto un unico discrimine: qui i fascisti non entrano. E anche se qualcuno può dire che Salvini è fascista, non è una definizione corretta”.

Nessun passo indietro quindi: “Io credo che quando ci si assume una responsabilità la si porta fino in fondo e io, come rappresentante anche legale di questo circolo, mi assumo in pieno la responsabilità della decisione, anche se sono dispiaciuto per le polemiche e so che molte persone, tra cui alcuni cari amici, non la approvano”.

Il Cap, nato nel 1946 come circolo dell, ha oggi 4 mila soci (di cui 1700 pensionati e circa 1600 giovani lavoratori portuali dei terminal, dal Messina al Vte al Sech). “Penso di poter dire che il nostro circolo è prevalentemente di sinistra, ma tra i nostri soci ci sono simpatizzanti del M5S, della Lega, della Meloni. Finora – ammette – il partito più a destra che abbiamo ospitato è il M5S. Forza Italia non viene perché va al Bristol, ma sapevamo che prima o poi la Lega ci avrebbe chiesto uno spazio perché noi lo spazio lo diamo gratuitamente a tutti. A parte ai fascisti – ripete – vecchi o nuovi che siano”.

Rispetto a quanto si è sentito dire in una giornata passata al telefono però precisa: “Si può benissimo non essere d’accordo con la nostra iniziativa ma non vorrei che qualcuno pensasse che siamo siamo passati dal Pci alla Lega”. Il Cap al suo interno ospita di tutti, ma i convegni dei partiti sono una parte piccolissima delle attività, che hanno spazio spesso settimanale all’interno del circolo e che sono in gran parte legate ad associazioni di volontariato, ad associazioni che tutelano i diritti dei migranti e alle stesse associazioni di migranti: Emergency, Città aperta, le comunità senegalese, peruviana, ecuadoriana, le chiese apostoliche dei sudamericani. Oltre a un’infinità di gruppi: dagli alcolisti anonimi alla mediazione famigliare, dai corsi contro il cyberbullismo, ai cori, dall’Auser, a tutte le cooperative a tutti i sindacati, dalle iniziative dello Zapata al collettivo autonomo dei lavoratori portuali.

Qualcuno ha già già detto a Oliva che non si farà più vedere al circolo: “Mi dispiace molto – dice affranto – ma non c’è bisogno di scomodare Voltaire visto che siamo portuali, o forse sì. Personalmente non condivido affatto le idee di Salvini, ma ha diritto di dire la sua tanto più che il convegno che hanno organizzato parla di lavoro e questo è un circolo di pensionati ma anche di lavoratori”. E le proposte della Lega sui migranti? “La nostra risposta è quella che si vede tutti i giorni nelle attività del nostro circolo che vale più di tante parole”.

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