Questione migranti

Profughi a San Benigno, giovedì Sampierdarena scende in piazza per dire “stop” fotogallery

Battaglia bipartisan del consiglio municipale contro il centro di accoglienza da 130 persone in una zona degradata e in una struttura - l'ex bocciodromo - che rischia di essere inadatta

Genova. Un quartiere tappezzato di volantini, portone per portone, o quasi. Il battage è iniziato proprio nella zona tra il terminal traghetti e la lanterna. Perché è qui che, forse entro la prossima estate, arriveranno 130 profughi richiedenti asilo.

Contro la nuova struttura d’accoglienza, fatta allestire nell’ambito del sistema Cas, nell’ex bocciodromo di San Benigno, questo giovedì 6 aprile alle 17 davanti al palazzo della Prefettura, in largo Lanfranco, il municipio Centro Ovest terrà un consiglio in piazza, al quale potranno prendere parte tutti i cittadini sampierdarenesi intenzionati a dire “no” al centro migranti.

L’iniziativa era stata paventata circa un mese dall’amministrazione municipale (presidente, maggioranza e opposizione) se non ci fossero state aperture da parte di sindaco e prefetto sul tema della gestione dell’accoglienza. Questo dialogo non è stato che abbozzato.

A non convincere il presidente di municipio Franco Marenco e i suoi consiglieri sono le modalità e la logistica dell’operazione. Le 130 persone che arriveranno a San Benigno dal padiglione D della Fiera si troveranno di fronte uno spazio poco adatto a essere abitato e in una zona di Sampierdarena già degradata.

L’ex Bocciodromo di San Benigno è un locale vasto ma sostanzialmente privo di finestre, collocato: lì vicino, di giorno, sono attive alcune officine ma di notte l’area si spopola lasciando spazio a prostituzione, spaccio, microcriminalità. “Collocare ragazzi arrivati da lontano, spaesati in un posto così – osserva Franco Marenco, presidente del Municipio Centro Ovest – vuol dire condannarli a cadere nelle reti sbagliate”.

Per i lavori, il Viminale, ha stanziato 450 mila euro. 40 sono già stati impegnati per le opere di demolizione. La fine dei lavori è prevista per il 31 maggio e l’assegnazione della struttura tramite gara entro la fine di giugno.

“Non siamo contrari all’accoglienza – dice Fabrizio Maranini, di Uniti per il territorio – ma ammassare così tanti migranti in un unico Cas va contro i modelli di accoglienza integrata che stiamo cercando di portare avanti”. “A Sampierdarena e San Teodoro – aggiunge Lucia Gaglianese, di Forza Italia – ospitiamo già molti stranieri, ci sono i centri per minori e poi le accoglienze in nuclei familiari in alcuni appartamenti. Non accetteremo altre quote, per di più in un quartiere già degradato”.

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