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Più spiagge libere e meno “costruite”, il consiglio comunale dice sì al Pro.U.D

Con qualche mal di pancia, critiche al documento presentato dall'assessore Porcile. Sugli spalti dell'aula rossa le proteste dei balneari

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Genova. Una delle ultime delibere che la giunta comunale è riuscita a far approvare dal consiglio, prima della chiusura del ciclo amministrativo, è quella presentata dall’assessore Italo Porcile e che dovrà, in teoria, disegnare il futuro del litorale genovese.

Una delibera – emendata e modificata – passata con 21 voti a favore, 16 contrari e 3 astensioni su 40 consiglieri presenti, non senza qualche mal di pancia anche da parte di esponenti della stessa maggioranza o ex tali.

Delibera, quella sul Pro.U.D, una sorta di Puc della costa, che, fino alla scorsa settimana, era accorpata al regolamento sul demanio ma che invece era stata ritirata durante l’ultimo consiglio. La delibera relativa al regolamento è rimasta, invece, fuori dall’ordine del giorno. Del tema si occuperà quindi la prossima amministrazione.

stabilimenti balneari

Ma i mal di pancia sul Pro.U.D risuonavano soprattutto dagli spalti dell’aula rossa, dove si erano dati appuntamento alcuni gestori di stabilimenti balneari. “Il progetto presentato dalla giunta non corrisponde con quello che avevamo discusso durante il percorso pubblico di partecipazione – dice Gianni Bazzurro, presidente del Sib, sindacato italiano balneari della Provincia di Genova – e la consultazione sul Pro.U.D non ci risulta tuttora conclusa”.

Il Pro.U.D è stato elaborato, già dall’inizio dello scorso anno, con un percorso partecipativo insieme ai municipi coinvolti e alle associazioni dei balneari e dei 120 concessionari, che hanno stilato una lunga lista di interventi. Quegli interventi sono stati trasformati da Porcile e dai suoi uffici nella delibera.

Il Comune si è concentrato su alcune tematiche: la difesa degli arenili dall’erosione, la tutela e la fruibilità del paesaggio e il riequilibrio degli spazi, in particolare tra le aree pubbliche e quelle in concessione, che secondo la delibera regionale di riferimento non dovrebbero superare il 60% della superficie.

Tra i temi affrontati, da ponente a levante, la possibilità di una vigilanza sulla spiaggia di Voltri e Vesima nei fine settimana, la creazione – come da disegno del Blueprint di Renzo Piano – una nuova grande spiaggia pubblica in piazzale Kennedy, e con l’occasione della scadenza delle concessioni degli stabilimenti, il Comune punta a recuperare spazi per spiagge libere attrezzate e demolire manufatti che impediscono, oggi, la percorribilità dell’arenile da Punta Vagno a Boccadasse. I balneari, dal canto loro, chiedono interventi per limitare l’erosione delle spiagge e una maggiore cura degli spazi pubblici, con servizi igienici e guardianaggio. A levante si è parlato della possibilità del passaggio dal Demanio al Comune degli ex bagni della Polizia di Stato a Quinto, abbandonati, per farne una spiaggia libera attrezzata. A Quarto si è proposto – e si farà a breve – di creare uno spazio di accesso pubblico tra i Bagni Europa e i Bagni Doria, per fare alcuni esempi.

Non è detto che questi e altri progetti possano diventare realtà: ma il Pro.U.D ha il compito di dare una linea strategica sulla quale in futuro, a seconda di quelle che saranno le proposte economiche, si potranno decidere ed effettuare interventi.

«Le previsioni – dichiara l’assessore all’ambiente Italo Porcile – saranno naturalmente attuabili solo alla scadenza delle concessioni vigenti. Il nuovo progetto identifica nuove zone di spiagge libere e libere attrezzate non soltanto nelle zone di ponente e levante, ma anche nella zona centrale di corso Italia. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità da parte di fruitori disabili; inoltre, per una spiaggia libera a levante, è stata introdotta la possibilità di accedere con i propri animali domestici».

Italo Porcile

Il ProUd definisce infine alcuni ambiti che necessitano di una progettazione integrata tra mare e territorio, con obiettivi di riequilibrio del fronte mare libero, e individua la necessità di una progressiva eliminazione delle opere fisse ed incongrue spesso presenti sui lungomare, con l’obiettivo di un recupero della visione del mare dai percorsi pubblici.

Le dichiarazioni di voto. Favorevoli Pd, Lista Doria, Effetto Genova, Possibile, un consigliere di Percorso Comune e FdS. Contrari Lega Nord, Forza Italia, FdI-An, Lista Musso-Direzione Italia, Udc, Progresso Ligure, Claudio Villa (Pd) e due consiglieri di Percorso Comune. Astenuti M5S, Cristina Lodi e Alberto Pandolfo (Pd). “Un provvedimento travagliatissimo nel suo percorso amministrativo, ma che dimostra la qualita’ tecnica degli uffici comunali, il piano non ha ricevuto contestazioni di merito – sottolinea il capogruppo Pd Simone Farello – il voto positivo della assemblea dimostra che non puo’ diventare tutto carne da macello elettorale”.

“Il mio voto e’ stato contrario perche’ trovo inadeguato a fronte dell’individuazione di nuove aree di costa libera, che non si facciano delle scelte su chi le gestira’, – spiega Gianni Vassallo (Percorso Comune) – un provvedimento complessivo avrebbe dovuto indicarlo, l’azione amministrativa e’ stata incompleta”. Il provvedimento “mette in condizione i genovesi di fruire di porzioni di costa prima inaccessibili contemperando le esigenze di chi svolge attivita’ commerciali sulla costa e di chi
fa libera balneazione”, replica Clizia Nicolella (Lista Doria).

“Il mio voto e’ stato contrario perche’ ritengo che il provvedimento dovesse essere affrontato meglio e in piu’ tempo. – afferma Claudio Villa (Pd) – Incide sul litorale e su chi ci lavora, da sempre mi sono battuto per garantire il diritto d’accesso gratuito alla nostra costa, il Comune di Genova non gestisce bene oggi le spiagge libere attrezzate e non indica chi gestira’ domani le nuove spiagge libere”.